Italiani nel mondo

La SAIG incontra le rappresentanze elette

La SAIG incontra il Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone e cinque membri in Svizzera nonché, alcuni presidenti Com.It.Es.

Nell’ambito del viaggio itinerante di una delegazione della SAIG, per incontrare la rappresentanza diplomatica in Svizzera, è stata colta l’occasione anche per incontrare molti degli altri attori della rappresentanza eletta in terra elvetica.

Questi incontri programmati, hanno avuto come scopo principale, quello di proporre di aprire un tavolo di discussione futuro allo scopo di programmare un confronto per migliorare le normative esistenti riguardanti i Com.It.Es (Comitato degli Italiani all’Estero) e il CGIE (Consiglio Generale degli Italiani all’Estero).

La delegazione SAIG composta dal Coordinatore Carmelo Vaccaro, nonché da Antonio Scarlino, Presidente dell’Associazione Regionale pugliese di Ginevra, Riccardo Galardi, Presidente dell’Associazione Ciaoitalia.tv e l’Avv. Alessandra Testaguzza, consulente legale della SAIG, ha fissato il primo incontro con il Consigliere CGIE, nonché Presidente delle ACLI in Svizzera, Giuseppe Rauseo, dando, così, l’avvio,  il 14 novembre scorso a Lugano, ai tre intensi giorni.

Nel tardo pomeriggio, la delegazione si è spostata nella Città di Basilea, dove ha incontrato il Presidente del Com.It.Es., Nella Sempio e il Consigliere del CGIE, Roger Nesti.

Il 15 novembre, a Zurigo, la SAIG ha incontrato il Presidente del Com.It.Es., Luciano Alban, il Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, i Consiglieri Paolo Da Costa e Antonio Putrino.

Le tematiche affrontate durante questi incontri sono state utili a determinare i reali problemi delle comunità italiane in Svizzera quali la mancanza di una sinergia nell’informazione attraverso una rete, su larga scala, che permetterebbe una comunicazione utile per tutte le problematiche che riguardano gli italiani in Svizzera e all’Estero. Tanto per fare un esempio, per quanto riguarda l’amnistia fiscale svizzera e le modalità di adesione e la nuova normativa penale che ha introdotto il reato di frode agli enti assistenziali, recentemente entrata in vigore (dal 1 ottobre 2016). Entrambe queste normative vanno ad incidere pesantemente sui nostri connazionali, se non ben informati e, dunque, una rete di informazione efficace ed esaustiva permetterebbe veramente un aiuto importante. Questo punto è stato discusso a Berna anche con Mariano Franzin, responsabile dell’ITAL-UIL in Svizzera.

Ai presidenti dei Com.It.Es., Nella Sempio e Luciano Alban abbiamo domandato quali fossero le maggiori problematiche che incombevano maggiormente ad un ruolo più centrale dei Com.It.Es. nel panorama collettivo. La risposta è stata quella della mancanza di fondi per poter lavorare e creare delle sinergie e, in secondo luogo, la scarsa considerazione finanziaria a disposizione. Di fatto, questo organo eletto ha poche risorse e, malgrado le centinaia associazioni registrate in Svizzera, non  riesce a coordinare un’azione concreta a favore della nostra comunità.

In occasione dell’incontro col  Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone, lo stesso è stato informato sulla missione della SAIG, una delle richieste della quale, inoltrata alla rappresentanza diplomatica italiana in Svizzera, va nel senso di ipotizzare/favorire un tavolo di discussione riguardo al miglioramento della normativa sulle rappresentanze elette (e ci riferiamo, ai Com.It.Es ed ai CGIE) per meglio adattarsi alle moderne esigenze dell’”altra Italia”, affinché si arrivi ad una normativa più funzionale. Tematica già in discussione avanzata dallo stesso CGIE nel Mondo.

Schiavone  ha confermato che da marzo di quest’anno, sono state avviate dal CGIE le consultazioni con i Com.It.Es., con le realtà associative sul territorio e con gli organi di rappresentanza allo scopo di ascoltare tutti. “A fine novembre e nei prossimi mesi, verranno discusse nelle assemblee continentali” – continua Schiavone- “la rappresentanza all’estero come la si conosce attualmente,  è alla fine di un percorso storico che ha teso a valorizzare la nostra Italia nel Mondo. Oggi siamo chiamati ad interpretare il futuro e l’occasione è propizia per rivedere come ridare una rappresentanza consona alle nuove esigenze.”

La SAIG si auspica che nuove regole verranno discusse e approvate  affinché cambi questo status quo, visto che a soffrirne le conseguenze sono le comunità italiane che vivono all’estero. Di conseguenza, la nostra Società, col solo intento di dare un contributo alla nuova auspicabile riforma, ha consegnato nelle mani del Segretario Generale, Michele Schiavone, alcune proposte che ci si augura vengono prese in considerazione.

Per spirito di notizia, di seguito le proposte con le relative motivazione presentate dalla Società delle Associazioni Italiane di Ginevra (SAIG):

Proposta di discussione per la modifica della legge istitutiva della rappresentanza eletta all’estero

La legge relativa all’elezione e alle prerogative del COMITES e del CGIE:

1)           Il CGIE dovrebbe essere eletto non dalle associazioni e dai COMITES ma dai cittadini nella medesima consultazione elettorale dei COMITES 

(l’associazionismo attuale non permette più una rappresentanza idonea all’importante ruolo di responsabilità cui è chiamata ad esprimersi) 

2)           I membri del CGIE non possono far parte dei COMITES (e viceversa): o COMITES o CGIE (vedi art. 10, co. 4 L. 286/2003 istitutiva dei COMITES, ove si prevede la sola incompatibilità a far parte del CGIE del solo presidente del COMITES). 

(La stessa previsione di elezione del CGIE da parte dei COMITES giustifica l’incompatibilità dei membri (e non solo del presidente) a far parte di un organo che essi stessi hanno eletto)

3)           I membri del CGIE dovrebbero essere uno per ogni circoscrizione consolare (riduzione dei membri = riduzione di spese) e uno per l’Ambasciata del Paese. Tale membro dovrebbe lavorare in sinergia col COMITES, il Consolato e le autorità locali per dare maggiori attenzioni e ascolto alle esigenze degli italiani residenti all’estero;

(Un membro per ogni circoscrizione consolare coprirebbe meglio la realtà geografica degli italiani residenti all’estero: per fare un esempio concreto, in Svizzera la circoscrizione di Berna e Neuchâtel e Ginevra non godono di un membro di rappresentanza, pur essendone presenti ben 6. Dunque 4 circoscrizioni consolari oltre Berna, 6 membri del CGIE, ma due circoscrizioni scoperte)

4)           Le riunioni dei membri del CGIE di ogni nazione dovrebbero riportare ai parlamentari eletti all’estero le problematiche che questi ultimi sarebbero tenuti a risolvere nel migliore dei modi in Parlamento (viene auspicata maggiore sinergia, maggiore coordinamento e, dunque, migliori risultati di quelli attuali).

 

 Carmelo Vaccaro

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