Atena Lucana ha trasformato migliaia di fotografie di famiglia nella memoria collettiva di un intero paese. Vecchi ritratti, feste, matrimoni, volti, case e momenti della vita quotidiana sono usciti dai cassetti delle famiglie per diventare parte di un grande archivio condiviso.
Siamo nel Vallo di Diano, in provincia di Salerno. Qui un piccolo borgo campano ha scelto un modo decisamente originale per interrogarsi sul proprio futuro: cominciare dal passato.
Quando le fotografie private diventano patrimonio di tutti
Il progetto si chiama Archivio Atena ed è nato con un obiettivo apparentemente semplice: raccogliere, catalogare e digitalizzare ciò che racconta l’identità di Atena Lucana.
Il risultato, dopo cinque anni di lavoro, è sorprendente.
Sono stati acquisiti oltre 15.000 documenti digitali e digitalizzate circa 7.000 fotografie di famiglia. Al progetto hanno partecipato inoltre 200 studenti, più di 40 docenti e numerosi artisti e ricercatori, con 15 residenze artistiche e un centinaio di progetti di ricerca.
Ma i numeri raccontano soltanto una parte della storia.
Dietro quelle migliaia di immagini ci sono infatti le famiglie del paese. Persone che hanno aperto album e scatole conservati per decenni e hanno messo a disposizione fotografie che fino a quel momento appartenevano alla memoria privata.
Una volta riunite, quelle immagini hanno cominciato a raccontare qualcosa di molto più grande: la storia di una comunità.
Un paese diventa museo
Da questa esperienza è nata “Opera Paese – Una piccola quantità di mondo”, una mostra diffusa che dal 20 giugno al 31 luglio 2026 ha trasformato il centro storico di Atena Lucana in un museo a cielo aperto.
Edifici pubblici, abitazioni storiche, una chiesa, il museo archeologico e altri luoghi del borgo hanno ospitato fotografie, installazioni e opere contemporanee.
Il percorso è arrivato persino alla Certosa di San Lorenzo di Padula.
Uno dei lavori più suggestivi è stato “Filmino di famiglia”, realizzato montando le circa settemila fotografie private raccolte durante il progetto.
Immagini nate per essere guardate da poche persone sono così diventate il racconto visivo di un’intera comunità.
Non soltanto nostalgia
La parte forse più interessante dell’esperienza di Atena Lucana è proprio questa: recuperare il passato senza trasformarlo in semplice nostalgia.
Archivio Atena è stato pensato anche come progetto di rigenerazione culturale e sociale. Uno storico edificio del centro, chiamato La Schifa, è stato riqualificato e trasformato in uno spazio dedicato alla digitalizzazione, alla stampa e alla registrazione audio, con ambienti per il coworking.
Il progetto ha coinvolto università e importanti istituzioni culturali, tra cui l’Università Federico II di Napoli, Sapienza Università di Roma, l’ISIA di Urbino e l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione.
L’obiettivo è fare in modo che quanto raccolto non rimanga semplicemente conservato in un archivio, ma continui a produrre cultura, ricerca, relazioni e nuove opportunità.
Un piccolo paese e una domanda molto grande
La storia di Atena Lucana racconta qualcosa che riguarda molti piccoli centri italiani.
Cosa rimane di un paese quando le generazioni cambiano, gli abitanti diminuiscono e molti giovani vanno altrove?
Forse rimangono proprio quelle cose alle quali spesso non attribuiamo grande valore: una fotografia ingiallita, il ritratto dei nonni, una festa di paese, una casa che non esiste più, un gruppo di bambini davanti alla scuola.
Singolarmente sono ricordi.
Messi insieme diventano storia.
Ed è probabilmente questa l’intuizione più bella di Archivio Atena: per immaginare il futuro di un piccolo paese, qualche volta bisogna cominciare aprendo i cassetti delle sue case.
📍 Dove siamo
Atena Lucana si trova in Campania, in provincia di Salerno, nel territorio del Vallo di Diano.
Il progetto Archivio Atena è stato promosso dal Comune e finanziato nell’ambito della misura PNRR
“Attrattività dei borghi – Linea B”. Il valore complessivo del progetto di rigenerazione è di
1,6 milioni di euro.
Scopri altri borghi, itinerari e luoghi meno conosciuti d’Italia nella Rubrica Turismo de L’altraitalia.


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