Gli italiani nel mondo sono oggi più di 6,6 milioni. Una popolazione enorme, distribuita tra Europa, America e gli altri continenti, che racconta un’Italia molto più grande di quella racchiusa nei suoi confini geografici.
Ma parlare oggi di italiani all’estero non significa più raccontare soltanto la storia dell’emigrazione del Novecento, delle valigie di cartone, delle partenze verso le fabbriche della Svizzera e della Germania o delle traversate oceaniche verso Argentina, Brasile e Stati Uniti.
Quella storia esiste ancora, nelle famiglie, nelle associazioni e nelle comunità nate dall’emigrazione. Accanto ad essa, però, ne è cresciuta un’altra: quella di giovani laureati, professionisti, famiglie, ricercatori e lavoratori che si spostano tra Paesi diversi e che spesso continuano a mantenere con l’Italia un rapporto quotidiano.
L’Italia fuori dall’Italia, insomma, continua a cambiare.
Oltre 6,6 milioni di italiani vivono all’estero
La fotografia più recente arriva dall’Istat. Al 31 dicembre 2025 gli italiani abitualmente residenti all’estero erano 6 milioni e 604 mila, circa 183 mila in più rispetto all’inizio dell’anno. La crescita è stata del 2,8%, più contenuta rispetto a quella registrata nel 2024.
È un numero che acquista ancora più significato se confrontato con la popolazione residente in Italia: all’inizio del 2026 i residenti di cittadinanza italiana nel Paese erano circa 53,4 milioni.
In altre parole, per ogni otto cittadini italiani che vivono in Italia ce n’è grosso modo uno che vive oltre confine.
E non tutti sono persone nate in Italia e successivamente emigrate.
Alla fine del 2024, infatti, soltanto il 30,3% degli italiani residenti all’estero risultava nato in Italia. Dietro quei 6,6 milioni ci sono dunque anche figli, nipoti e discendenti dell’emigrazione storica che hanno acquisito o conservato la cittadinanza italiana.
L’Italia fuori dall’Italia: i numeri
6,604 milioni – gli italiani residenti all’estero alla fine del 2025.
53% – la quota degli italiani all’estero che vive in Europa.
34,3% – la quota che vive nell’America centro-meridionale.
109 mila – i cittadini italiani che hanno lasciato l’Italia nel corso del 2025.
Fonte: Istat, Gli italiani residenti all’estero – Anno 2025.
Dove vivono oggi gli italiani nel mondo?
La geografia dell’Italia all’estero racconta contemporaneamente il passato e il presente delle migrazioni.
Oltre la metà degli italiani residenti fuori dal Paese vive ancora in Europa: secondo i dati Istat riferiti alla fine del 2025, circa il 53% risiede nel continente europeo, mentre il 34,3% vive nell’America centro-meridionale. Insieme, queste due aree raccolgono quasi nove italiani all’estero su dieci.
La forte presenza in America Latina è soprattutto l’eredità delle grandi migrazioni italiane dell’Ottocento e del Novecento e delle successive acquisizioni della cittadinanza italiana da parte dei discendenti.
L’Argentina continua infatti a ospitare una delle più grandi comunità di cittadini italiani al mondo, con oltre un milione di iscritti; molto numerosa è anche quella del Brasile, con centinaia di migliaia di cittadini italiani. italiani.it
In Europa la presenza italiana è particolarmente importante in Germania, Svizzera, Francia, Regno Unito, Belgio e Spagna. Qui alle comunità nate dall’emigrazione storica si sono sovrapposte negli ultimi decenni nuove generazioni di italiani arrivate per studio e lavoro.
Ed è proprio questa sovrapposizione a rendere difficile parlare oggi di un unico modello di “italiano all’estero”.
La Svizzera resta una delle grandi destinazioni
Per l’altraitalia c’è un dato particolarmente significativo.
La Svizzera continua a essere una delle principali destinazioni della nuova mobilità italiana. Nel solo 2025 vi si sono trasferiti circa 12 mila italiani, una cifra che la colloca al terzo posto tra le destinazioni dei nuovi espatri, subito dopo Spagna e Germania, entrambe con circa 13 mila arrivi dall’Italia. Seguono Regno Unito, con circa 11 mila, e Francia, con 9 mila.
Questi cinque Paesi, da soli, hanno accolto oltre la metà degli italiani espatriati nel corso dell’anno.
La Svizzera presenta inoltre un’altra caratteristica interessante: nel 2025 ha registrato il 17,1% di tutte le nascite da genitori italiani residenti all’estero, la quota più elevata tra i singoli Paesi considerati dall’Istat. Seguono Germania, Francia e Regno Unito.
È un dato che racconta una comunità che non appartiene soltanto alla storia dell’emigrazione, ma che continua a rinnovarsi.
Chi parte oggi dall’Italia
Anche l’immagine dell’emigrante è cambiata.
Nel 2025 hanno lasciato l’Italia 109 mila cittadini italiani. Sono meno dei 141 mila del 2024, anche se il confronto deve essere letto con cautela: il dato eccezionalmente elevato dell’anno precedente era stato influenzato dalle nuove norme che hanno reso più stringente l’obbligo di iscrizione all’AIRE.
L’età media di chi è partito nel 2025 era di appena 34 anni.
Più di un espatriato su tre – il 36,2% – aveva tra 25 e 34 anni. Un altro 13,2% apparteneva alla fascia tra 18 e 24 anni.
La nuova mobilità italiana ha quindi un volto fortemente giovane.
E non parte soltanto il Mezzogiorno. Nel 2025 circa 56 mila espatriati provenivano dal Nord, 19 mila dal Centro e 34 mila dal Mezzogiorno. Quasi un italiano su cinque tra coloro che hanno lasciato il Paese proveniva dalla Lombardia.
È un elemento importante perché modifica uno degli stereotipi più resistenti sull’emigrazione italiana: quello di un fenomeno prevalentemente meridionale.
Partire oggi non significa necessariamente partire per sempre
C’è poi una differenza fondamentale rispetto alle grandi migrazioni del passato.
Per milioni di italiani del Novecento partire significava spesso affrontare un viaggio senza sapere quando – e qualche volta se – si sarebbe tornati. Le distanze erano enormi, le comunicazioni difficili e il rapporto con il Paese d’origine inevitabilmente destinato a cambiare.
Oggi si può vivere a Zurigo, Berlino, Londra o Madrid e parlare ogni sera con la propria famiglia in Italia. Si può lavorare in un Paese, trasferirsi in un altro e magari rientrare qualche anno dopo.
Nel 2025 sono infatti tornati in Italia circa 56 mila cittadini italiani. Più di un terzo dei rientri proveniva da Germania, Regno Unito e Svizzera.
L’emigrazione è diventata sempre più spesso mobilità: percorsi che possono prevedere partenze, ritorni e nuovi trasferimenti.
Questo non significa che partire sia sempre una scelta libera o priva di conseguenze. Opportunità professionali, salari, condizioni di lavoro e prospettive personali continuano a pesare sulla decisione di lasciare l’Italia. Ma il rapporto tra partenza e appartenenza è diventato molto meno lineare.
Due Italie fuori dai confini
Forse la caratteristica più affascinante degli italiani nel mondo è proprio la convivenza di esperienze profondamente diverse.
C’è l’Italia dell’emigrazione storica: quella delle comunità costruite in Argentina, Brasile, Stati Uniti, Svizzera, Germania, Francia e Belgio; delle associazioni italiane, dei circoli, delle scuole di lingua, delle feste regionali e delle tradizioni tramandate ai figli.
E c’è l’Italia della nuova mobilità: studenti Erasmus, ricercatori, infermieri, ingegneri, ristoratori, lavoratori qualificati, professionisti e famiglie che costruiscono una parte della propria vita oltre confine.
Le due Italie non sono separate. Spesso si incontrano nelle stesse città e nelle stesse comunità.
Ma hanno esperienze, aspettative e persino modi diversi di sentirsi italiane.
Un’Italia che non finisce alla frontiera
Forse è proprio questo che i numeri non riescono completamente a raccontare.
Oltre sei milioni e mezzo di cittadini italiani fuori dai confini non rappresentano semplicemente una popolazione “che se n’è andata”.
Sono anche una parte dell’Italia che ha messo radici altrove.
Alcuni parlano italiano ogni giorno, altri lo hanno imparato dai nonni o cercano di recuperarlo da adulti. Alcuni seguono quotidianamente ciò che accade nel Paese, altri conoscono l’Italia soprattutto attraverso i racconti familiari. Alcuni sono partiti pochi mesi fa; altri appartengono a famiglie che vivono all’estero da quattro o cinque generazioni.
Tutti, in modi diversi, fanno parte di quella realtà difficile da racchiudere in una statistica che chiamiamo italiani nel mondo.
E forse l’Italia contemporanea si comprende davvero soltanto quando si guarda anche oltre i suoi confini.
Scopri altri articoli nella Rubrica Italiani nel mondo di l’altraitalia.


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