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Altomonte, il borgo calabrese che custodisce memoria e tradizioni

Chiostro del Convento dei Domenicani di Altomonte, uno dei luoghi storici più suggestivi del borgo calabrese.

Ci sono luoghi che non si visitano soltanto. Si vivono. Si respirano. Si portano nel cuore anche dopo essere partiti. Altomonte, splendido borgo della Calabria settentrionale, è uno di questi.

Arroccato sulle colline della Valle dell’Esaro, in provincia di Cosenza, Altomonte appare da lontano come un presepe di pietra. Le sue case, i vicoli silenziosi e le antiche chiese raccontano una storia che attraversa i secoli e che continua a parlare alle nuove generazioni.

Per molti italiani emigrati in Svizzera, Germania, Belgio o nelle Americhe, Altomonte rappresenta qualcosa di più di un semplice paese: è il luogo delle radici, dei nonni, dei racconti ascoltati durante l’infanzia. È il profumo del pane appena sfornato, il suono delle campane che scandiscono le giornate e il ricordo delle estati trascorse tra parenti e amici.

Altomonte, panorama del borgo storico della Calabria affacciato sulla Valle dell'Esaro.

Un borgo ricco di storia

Le origini di Altomonte affondano nell’antichità. Nel corso dei secoli il paese è stato dominato da Normanni, Angioini e importanti famiglie nobiliari come i Sangineto e i Sanseverino. Ancora oggi conserva uno straordinario patrimonio storico e artistico che lo ha fatto entrare nel circuito dei “Borghi più Belli d’Italia”.

Altomonte, suggestivo vicolo del centro storico tra case storiche e strade acciottolate della Calabria.

Passeggiando nel centro storico si incontrano testimonianze di un passato prestigioso: il Castello Normanno, la Torre Pallotta, il Convento Domenicano e soprattutto la Chiesa di Santa Maria della Consolazione, considerata uno dei più importanti esempi di arte gotico-angioina della Calabria.

Tra queste mura hanno trovato ispirazione anche personaggi illustri come il filosofo Tommaso Campanella, che soggiornò ad Altomonte durante la sua vita travagliata.

Altomonte: le tradizioni che resistono al tempo

Ma Altomonte non è soltanto monumenti e storia. È soprattutto una comunità che ha saputo custodire le proprie tradizioni.

Pane di Altomonte appena sfornato, simbolo della tradizione gastronomica del borgo calabrese.

La cultura del pane occupa un posto speciale nella vita del borgo, tanto che Altomonte è conosciuta anche come “Città del Pane”. Le antiche ricette tramandate di generazione in generazione continuano a essere preparate secondo metodi tradizionali, mantenendo vivo un patrimonio gastronomico che rappresenta l’identità stessa del territorio.

Le feste religiose, le processioni, le sagre popolari e gli eventi culturali animano ancora oggi le piazze e i vicoli del centro storico. Sono occasioni in cui gli altomontesi, residenti e emigrati di ritorno, si ritrovano per condividere emozioni, ricordi e un forte senso di appartenenza.

Altomonte: il richiamo delle radici

Negli ultimi anni molti discendenti degli emigrati hanno scelto di tornare ad Altomonte, anche solo per qualche giorno, per riscoprire le proprie origini. Non è raro vedere figli e nipoti di emigrati percorrere gli stessi vicoli che un tempo videro partire i loro genitori o nonni in cerca di un futuro migliore.

In quei momenti il paese diventa un ponte tra passato e presente. Le distanze si accorciano, la memoria si rinnova e le storie familiari ritrovano il loro punto di partenza.

Un patrimonio da tramandare

In un’epoca in cui tutto corre veloce, Altomonte insegna il valore della lentezza, della comunità e della memoria. È un luogo che invita a fermarsi, ad ascoltare le storie degli anziani, a osservare il tramonto sulle colline calabresi e a riscoprire il significato autentico delle proprie radici.

Per chi è partito e per chi è rimasto, Altomonte continua a rappresentare una casa dell’anima. Un borgo che non appartiene soltanto alla Calabria, ma a tutti coloro che portano nel cuore un pezzo d’Italia.
Vicoli, archi in pietra, piazzette e scorci da esplorare senza fretta.

Giovanna Coppola

Da vedere ad Altomonte

La Chiesa di Santa Maria della Consolazione, considerata uno dei più importanti esempi di architettura gotico-angioina della Calabria e autentico simbolo del borgo; il Castello Normanno, che domina il paese dall’alto e racconta secoli di storia medievale; il suggestivo Convento dei Domenicani, custode di importanti testimonianze artistiche e religiose; il Museo Civico, ideale per approfondire la storia e le tradizioni del territorio; e la Torre Pallotta, antica struttura difensiva che offre scorci affascinanti sul centro storico.

Merita inoltre una passeggiata senza fretta tra i vicoli del borgo, tra archi in pietra, scalinate, piazzette panoramiche e antichi palazzi che raccontano il passato di Altomonte. Da non perdere anche la vista sulla Valle dell’Esaro, particolarmente suggestiva al tramonto, quando le colline calabresi si tingono di colori caldi e intensi.

Infine, una visita ad Altomonte non può dirsi completa senza assaporare le specialità locali: il celebre pane di Altomonte, l’olio extravergine d’oliva, i salumi, i formaggi e i piatti della tradizione contadina che custodiscono i sapori autentici della Calabria.


Questo articolo fa parte della rubrica Meraviglie d’Italia de L’altraitalia, dedicata alla scoperta dei luoghi che custodiscono la storia, la cultura e l’identità delle nostre comunità.

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