Italiani nel mondo

Nardi – Il Governo del cambiamento – Il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

“Nelle ultime settimane – leggendo le prese di posizione di membri del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (Cgie) e del Parlamento a commento dell’attenzione, o meno, che la Legge di Stabilità 2019 approvata dal parlamento italiano ha dedicato alle comunità italiane nel mondo – ho avuto la brutta sensazione, da emigrato, di sentirmi preso per i fondelli e, come il sottoscritto, sono convinto, anche molti altri emigrati.” A mettere nero su bianco è Dino Nardi storica presenza dell’emigrazione italiana in SVizzera che da voce ad  un interrogativo estremamente diffuso fra le comunita’ italiane all’estero.

Abbiamo il Segretario Generale del Cgie, Michele Schiavone, ed uno dei suoi vice e cioè il vice segretario per l’America Latina, Mariano Gazzola, che scrivono – prima uno e poi l’altro – al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. L’uno, il Segretario Generale, per informarlo, tra l’altro, che il Cgie è preoccupato per la scarsità delle risorse finanziarie, contenute nella Legge di Stabilità, destinate alle politiche per gli italiani all’estero nell’ambito: dell’informazione e della comunicazione; della formazione; della lingua e cultura italiana; dell’assistenza dei nostri connazionali residenti nelle aeree di crisi politiche ed economiche; del finanziamento dei Comites e del CGIE, per i quali le leggi istitutive prevedono, altresì, dei precisi capitoli di spesa che,
purtroppo, rischiano ancora di essere disattesi, mettendone in serie difficoltà il funzionamento. Mentre l’altro, il Vice Segretario per l’America Latina, scrive al Presidente Mattarella – oltre che per manifestare l’apprezzamento per il Suo prodigarsi nel mantenere vivo l’inscindibile rapporto tra l’Italia e i suoi cittadini nel mondo – per elogiare i contenuti della legge di Stabilità a favore degli italiani all’estero. Abbiamo, poi, alcuni parlamentari eletti nella Circoscrizione Estero che pure hanno commentato, attraverso dei comunicati stampa, questa stessa legge sempre per gli aspetti che riguardano le politiche destinate agli italiani all’estero. Con l’onorevole Simone Billi (Lega) che, sottolineando come gli italiani all’estero siano al centro dell’attenzione di questo governo, ne evidenzia gli aspetti positivi, in particolare: 350 nuove assunzioni per la rete consolare; lo sgravio fiscale al 7% per i pensionati che dall’estero si trasferiscono nelle regioni del Sud Italia; 590.000 euro per l’assistenza sanitaria; 400.000 euro per l’adeguamento dei dipendenti dei consolati; circa 150 milioni di euro per i corsi di lingua e cultura italiana. In definitiva una sviolinata alla Legge di Stabilità da parte dell’onorevole leghista che, però, non trova conferma nelle dichiarazioni di alcuni parlamentari del PD e cioè dei senatori Laura Garavini e Francesco Giacobbe, e dei deputati Nicola Carè, Francesca La Marca, Angela Schirò e Massimo Ungaro.

Infatti, oltre che contestare la disattenzione generale di questo governo nei confronti delle problematiche che riguardano le comunità italiane all’estero, questi parlamentari criticano in particolare: la volontà di questa maggioranza di voler ridurre la rappresentanza parlamentare degli eletti nella Circoscrizione Estero, già oggi sottorappresentata; l’evidente esclusione dei nostri emigrati dalla possibilità di pensionarsi con la quota 100 con la totalizzazione dei periodi assicurativi maturati all’estero in Paesi convenzionati; l’impossibilità di accedere al reddito di cittadinanza, non avendo dieci anni di residenza continuativa in Italia, qualora nostri connazionali (emigrati o studenti iscritti all’AIRE) decidessero di rimpatriare e si trovassero in precarie condizioni economiche; il rischio (se non la certezza con la fame di soldi di quasi tutte le amministrazioni locali) che gli emigrati, non titolari di una pensione locale e proprietari di una abitazione in Italia, si vedano anche loro aumentare sia l’IMU che la TASI, visto che il governo non ha confermato il congelamento del fisco locale introdotto dal Governo Renzi per cui i comuni saranno ora liberi di aumentare le tasse locali.

Tutte opinioni, quindi, non certamente coincidenti sull’attenzione alle problematiche degli italiani all’estero da parte di questo governo e della maggioranza che lo sostiene. Infatti per alcuni il classico bicchiere è mezzo pieno mentre per altri è mezzo vuoto.

Tuttavia, a mio avviso, al di là che molti emigrati possano essersi sentiti presi per i fondelli, è lecito domandarsi che idea si sia fatta il Presidente della Repubblica nel leggere le due lettere così discordanti tra loro indirizzategli dal presidente del Cgie e da un suo vice.

Ciò premesso, i fatti sono fatti e non opinioni per cui, se vogliamo verificare come si sta comportando effettivamente questo governo di fronte alle principali problematiche (non molte!) delle comunità italiane all’estero, ricordiamo innanzitutto quali esse siano: certamente la necessità di avere dei servizi di qualità e puntuali da parte della rete diplomatico-consolare; l’assistenza/previdenza; la difesa e la promozione della lingua e della cultura italiana; il fisco,soprattutto per la proprietà di una abitazione in Italia; la difesa della rappresentanza Comites/Cgie/Eletti nella Circoscrizione Estero.

Ebbene, da quanto si può capire dalle notizie diffuse dai media, è sicuramente difficile non condividere le preoccupazioni e le critiche espresse sia dal Segretario Generale del Cgie che dai parlamentari PD eletti all’estero.

Critiche alla quali da parte mia, vorrei aggiungere un paio di ulteriori considerazioni rispetto alle dichiarazioni dell’on.le Billi. La prima riguarda il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione sino al prossimo 15 novembre deciso dal governo Conte per cui, quantomeno fino a tale data, dovrebbero essere bloccate anche le assunzioni nel MAECI. La seconda riguarda la difesa e la promozione della lingua italiana, sia per il corrente anno che per il 2020, sono confermati in bilancio i 13.798.597 euro già stabiliti dai governi precedenti (PD) mentre l’attuale governo ha ridotto il fondo a 11.638.597 per l’esercizio 2021 (i 150 milioni, a cui ha fatto riferimento l’on.le Billi, sono quelli destinati nel 2016 dal governo Renzi al “Fondo per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiana all’estero” e spalmati per gli esercizi 2017 -2018 -2019-2020).

Morale, di fronte a questa situazione ritengo che quel bicchiere sia molto, molto difficile vederlo mezzo pieno, ma, in ogni caso, come diceva quel tizio “il budino per sapere se è buono va assaggiato”. Pertanto non ci resta che attendere gli effetti concreti di questa manovra e la reazione delle nostre comunità”, conclude l’esponente della comunità italiana nella Confederazione Elvetica e profondo conoscitore delle dinamiche migratorie. .

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