Italiani nel mondo

Nel 2017 pensionati svizzeri non riceveranno alcun aumento

Di Dino Nardi, coordinatore UIM Europa

I pensionati dell’AVS/AI (Assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità) che dopo due anni, come di consueto, si aspettavano un adeguamento al costo della vita della loro rendita svizzera resteranno invece a bocca asciutta e tra questi, ovviamente, anche i tantissimi pensionati ex emigrati in Svizzera che risiedono in Italia. Infatti Il Consiglio federale svizzero ha deciso di mantenere le rendite AVS/AI al livello attuale anche nel 2017. Le rendite del 1° pilastro vengono adeguate quando l’evoluzione dei prezzi e quella dei salari lo giustificano, il che non è il caso per il 2017.

La rinuncia all’aumento implica che rimarranno invariati anche i parametri calcolati in base alla rendita minima dell’AVS/AI, quali gli importi limite della previdenza professionale obbligatoria o gli importi destinati alla copertura del fabbisogno generale vitale previsti nell’ambito delle prestazioni complementari delle quali, ricordiamo, possono beneficiare unicamente i residenti nella Confederazione (nel 2015 erano circa 204’000 le persone che percepivano una prestazione complementare all’AVS) e tra questi anche i pensionati immigrati italiani che, purtroppo, non sempre, fanno valere questo loro diritto (gli interessati potranno rivolgersi ad una sede del patronato ITAL UIL più vicina per verificare un loro eventuale diritto a questa importante prestazione sociale).

Il Consiglio federale verifica periodicamente, di regola ogni due anni (l’ultimo adeguamento risale al 1° gennaio 2015), se sia necessario adeguare le rendite AVS/AI. Per la sua decisione tiene conto della raccomandazione della Commissione federale dell’AVS/AI e dell’evoluzione dell’indice misto, vale a dire la media aritmetica tra l’indice nazionale dei prezzi al consumo e quello dei salari. L’attuale valore dell’indice misto, determinato dall’inflazione negativa e dalla debole progressione dei salari, non giustifica un aumento delle rendite AVS/AI.

Pertanto, a seguito di questa decisione, anche per il 2017 la rendita minima completa dell’AVS è mantenuta a 1’175 franchi al mese, quella massima a 2’350 franchi, mentre il limite massimo che non può superare la somma delle rendite di due coniugi resterà di 3’525 franchi. Dato che la rendita minima dell’AVS funge da base per il calcolo di altri parametri previdenziali, anche questi ultimi rimarranno invariati nel 2017.

Naturalmente non dubitiamo che il calcolo dell’Amministrazione Federale elvetica, che ha portato a questa decisione di non aumentare le rendita AVS/AI, non sia esatto. Tuttavia per i comuni mortali –  quali i pensionati che devono sbarcare il lunario in Svizzera (ma anche in Italia per quanto concerne gli ex emigrati in Svizzera) con la sola rendita dell’AVS/AI – diventa difficile  essere d’accordo con questa decisione perché basta andare a fare la spesa giornaliera o pagare le utenze domestiche per rendersi conto che oggi il costo della vita è certamente aumentata rispetto a due anni orsono.

Speriamo, quindi, che l’iniziativa popolare federale “AVSplus per un’ AVS forte”  lanciata dall’Unione Sindacale Svizzera e da numerose altre organizzazioni – che si prefigge di far aumentare del 10% le rendite AVS, sulla quale il popolo svizzero sarà chiamato a votare il prossimo 25 settembre – venga approvata dagli elettori. Un’iniziativa popolare che, se approvata, secondo la presidente del sindacato Unia, Vania Alleva, porterebbe al rafforzamento dell’Assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS) “quale pilastro più stabile, più equo ed efficace” del sistema pensionistico svizzero. Da qui un appello ai tanti doppi cittadini italo-svizzeri di non snobbare la votazione del prossimo 25 settembre e di votare SI all’iniziativa per una “AVSplus per un’AVS forte”.

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