San Gottardo, un passo avanti nella montagna: cade il primo diaframma del secondo tubo

Interno della galleria del San Gottardo durante i lavori di scavo del tunnel alpino

Nel cuore delle Alpi svizzere, là dove ingegneria e natura si confrontano da oltre un secolo, è stato raggiunto un nuovo traguardo simbolico: la caduta del primo diaframma nel cantiere del secondo tubo della galleria stradale del San Gottardo.

Un momento che, per chi non è addetto ai lavori, può sembrare tecnico, ma che in realtà rappresenta una tappa cruciale nella realizzazione di una delle infrastrutture più strategiche d’Europa.

Un segnale concreto di avanzamento

L’evento si è verificato nella parte nord del tunnel, a circa quattro chilometri dall’imbocco. Dopo oltre un anno di scavi, la fresa meccanica ha finalmente raggiunto una zona particolarmente delicata, già trattata in precedenza con tecniche tradizionali a causa della fragilità della roccia .

La caduta del diaframma – ovvero l’abbattimento della parete che separa due sezioni di scavo – non è solo un passaggio tecnico, ma una vera e propria “porta” che si apre nel cuore della montagna, segnando la continuità dell’opera.

Non a caso, questo momento viene celebrato anche secondo la tradizione mineraria, con rituali simbolici che ricordano il legame profondo tra l’uomo e il lavoro sotterraneo.

Un progetto che guarda al futuro

La costruzione del secondo tubo del San Gottardo non nasce per aumentare il traffico, ma per garantire sicurezza e continuità. La storica galleria, inaugurata nel 1980, necessita infatti di un importante risanamento. Il nuovo tunnel permetterà di mantenere sempre aperto questo asse fondamentale tra nord e sud Europa durante i lavori .

Una volta completato – l’obiettivo resta il 2030 – il sistema funzionerà con una corsia per senso di marcia in ciascun tubo, senza incremento della capacità complessiva, ma con standard di sicurezza nettamente superiori.

Le sfide della montagna

Scavare nel massiccio del San Gottardo non è mai stato semplice. Le difficoltà geologiche, tra rocce instabili e zone di disturbo, hanno accompagnato anche questa nuova impresa. Non a caso, alcune tratte sono state affrontate con metodi tradizionali proprio per garantire stabilità e sicurezza agli operai .

Il cantiere è quindi un laboratorio a cielo chiuso dove tecnologia avanzata e esperienza umana si incontrano ogni giorno.

Un simbolo europeo

Il San Gottardo non è solo una galleria: è un simbolo. Un corridoio che unisce culture, economie e territori. Dalla sua apertura, ha rappresentato una delle arterie principali del traffico europeo, collegando il nord industriale con il Mediterraneo .

Oggi, con il secondo tubo, questo simbolo si rinnova, adattandosi alle esigenze contemporanee senza perdere la propria identità.

Più di un’opera ingegneristica

La caduta del primo diaframma ci ricorda che le grandi infrastrutture non sono solo numeri, costi o tempi di realizzazione. Sono storie di uomini, di competenze e di visione.

Nel silenzio della montagna, tra macchinari giganteschi e precisione millimetrica, si costruisce qualcosa che durerà decenni. Un collegamento, certo. Ma anche un’eredità.

E forse è proprio questo il significato più profondo di quel “diaframma caduto”: non una fine, ma un passaggio. Un passo avanti verso un’Europa sempre più connessa.

Foto: Simon Matzinger / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)


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