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Inaugurazione della nuova collocazione del Monumento ai caduti a San Gallo

Sabato scorso, 30 gennaio, la Comunità Italiana della Svizzera Orientale è stata chiamata a raccolta per l’inaugurazione della nuova collocazione del Monumento ai caduti, eretto finora davanti alla sede consolare di San Gallo. Con l’alienazione del palazzo, ex sede del consolato, non era più possibile infatti mantenere il cippo sul luogo dove era collocato da oltre 50 anni, dopo essere stato dagli anni 20 agli anni 60 nel parco del Liceo Cantonale della città.
Per evitarne la distruzione, il Consolato Generale di Zurigo ne ha fatto donazione alla Comunità Italiana di San Gallo, che l’ha accettata attraverso il Comites che, insieme al Centro Culturale Italiano, ha contattato le autorità cittadine per reperire un nuovo luogo adatto alla sua collocazione.
Grazie alla disponibilità dell’Assessore Patrizia Adam e dei funzionari dell’Ufficio Tecnico Comunale di San Gallo è stata reperita la nuova collocazione nel parco dell’Ostfriedhof, vicino al tempio maggiore, dove si è svolta la cerimonia religiosa con la partecipazione di quasi 200 connazionali, alla presenza di autorità civili, scolastiche e diplomatiche, presidenti di varie associazioni, ex Alpini, ex Carabinieri con i loro vessilli e labari.
Il Coro Tricolore di Amriswil ed il coro San Martino di Arbon hanno reso solenne con i loro canti (struggenti quelli “a cappella” del coro Tricolore, Maria lassù e Signore delle Cime) la funzione celebrata dal missionario Don Piero Corea. Nell’omelia, don Piero ha richiamato il senso profondo della lettura poco prima proclamata: la Carità, cioè l’Amore, è l’essenza della vita cristiana e l’Amore “ama” fino alla morte!
Alla fine della celebrazione liturgica ha preso la parola il Presidente del Comites, Sergio Giacinti, che ha evidenziato il significato di una così numerosa partecipazione ed ha ringraziato le molte persone che si sono prodigate nella preparazione e nella realizzazione della cerimonia. Il Consigliere CGIE, Michele Schiavone, nel suo intervento, ha espresso l’importanza di essere riusciti a “salvare” un pezzo di storia italiana della città di San Gallo.
Il Console generale di Zurigo, Francesco Barbaro, ha sottolineato la coincidenza “voluta” della data della celebrazione, a ridosso della Giornata della Memoria. Ha ricordato il dovere della responsabilità, che non può essere disgiunto da quello dell’amore del prossimo: giusto quindi ricordare i caduti di tutte le guerre, della barbarie e della Shoah.
In corteo, si è poi proceduto alla deposizione della corona di fiori davanti al monumento e al canto dell’Inno Nazionale, intonato dai cori ma subito eseguito a viva voce da tutti i partecipanti, mentre alle anziane signore scendeva una lacrima dagli occhi e sventolavano le molte bandiere tricolori.
Da ultimo – riporta il Comites – vale il commento del presidente di un’associazione: “Questo Monumento è quello che resta del nostro Consolato, di cui funzionari romani solerti e politici con la vista corta hanno scientemente disposto la chiusura: perció ricorderá non solo i caduti delle Guerre ma sarà anche l’ultimo baluardo visibile della nostra Patria nella Svizzera orientale”. (aise) 

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