Italiani nel mondo

Siamo ancora più vicini alla frontiera

Dall’11 dicembre, il tragitto ferroviario fra Arth-Goldau e Milano si accorcia di 40 minuti.

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Di Giangi Cretti per “La Rivista”

Come abbiamo iniziato, così finiamo. Va da sé pronti a ricominciare. La prima copertina del 2016 titolava: l’anno del Gottardo. Annunciava, infatti, l’apertura del più lungo tunnel ferroviario al mondo. Rendendo omaggio all’opera ingegneristica e a chi ne ha sostenuto i costi (la Confederazione), segnalava come questa avrebbe reso ancor più vicini i vicini di frontiera. A distanza di 12 mesi rieccoci a sottolineare che, quello che stiamo consegnando alla storia (anche alla nostra), sarà ricordato, appunto, come l’anno del San Gottardo. Dopo l’inaugurazione ufficiale lo scorso 1° giugno, e il successivo periodo di prove e di verifiche (servite anche per smentire chi sosteneva che i treni, dato il ridotto diametro della galleria, non avrebbero potuto raggiungere i 200km/h necessari per rispettare i tempi di percorrenza), con il cambio d’orario in vigore dall’11 dicembre, il transito sarà aperto al traffico dei viaggiatori e delle merci.

In buona sostanza, il tragitto fra Arth-Goldau e Bellinzona durerà poco meno di un’ora e il viaggio fra Zurigo e Lugano si ridurrà mediamente di 30 minuti, che dovrebbero diventare 40 allungando il percorso fino a Milano. Con una frequenza cadenzata sulle 2 ore, la nuova galleria di base sarà attraversata da tre treni rapidi in entrambe le direzioni: l’Eurocity Zurigo-Milano e gli Intercity Zurigo-Lugano e Basilea-Lugano. Il fine settimana il traffico s’intensificherà con collegamenti supplementari ogni mezzora fra Zurigo e Lugano. Un incremento interesserà anche il traffico delle merci: sull’asse Nord sud il transito quotidiano, dai 160 attuali, salirà a 210 convogli. A fronte degli indubbi vantaggi derivanti dalla nuova galleria, prendono forma anche gli svantaggi o il rischio che questi non siano tenuti in giusto conto. La prima ricaduta negativa, per altro annunciata da tempo, è quella dell’aumento dei costi. Che generalmente si colloca in una forbice fra il 2, 5 e il 4,2%. Anche se, con il conforto della matematica si può calcolare che gli abbonamenti generali aumentano del 5,6% (+ 205.–) quello di seconda classe e del 5,5% (+ 330.–) quello di prima. Toccando il primo quota 3’860 e il secondo 6’300 franchi. Sul fronte dei rischi, primo fra tutti, quello che la vecchia linea del Gottardo finisca per essere abbandonata o comunque non sufficientemente utilizzata, con il conseguente deperimento delle zone alpine che attraversa. Le intenzioni sono buone: la vecchia linea dovrebbe favorire il pendolarismo locale casa-lavoro e, in modo particolare nel fine settimana, gli escursionisti, rafforzando il turismo. In attesa che il tempo certifichi la bontà delle intenzioni, la messa in esercizio della galleria di base alimenta le speranze di chi auspica che si raggiungano gli obiettivi stabiliti dall’Iniziativa delle Alpi: ridurre a 650’000 – oggi sono sopra il milione – i veicoli a motore che transitano ogni anno sotto il Gottardo. Anche in questo caso sarà il tempo a dirci cosa succederà. D’altro canto, siamo di fronte ad un traguardo intermedio, che già prefigura ulteriori sviluppi. Primo fra tutti la messa in esercizio nel 2020 della galleria di base del Monteceneri (lunga 17 km), che accorcerà ulteriormente i tempi di viaggio fra Nord e Sud delle Alpi e all’interno del Canton Ticino.

A seguire, i tasselli che dovrebbero completare il variegato mosaico dell’intermodalità, creando i presupposti per far sì che Genova, o comunque la Liguria, torni ad essere il porto della Svizzera, evitando che le merci destinate al mercato elvetico, una volta raggiunto il Mediterraneo siano costrette a circumnavigare l’Europa occidentale prima di approdare ai porti del Nord, per poi da lì raggiungere la Confederazione. A tal fine, confortanti le assicurazioni fornite dal Ministro Del Rio che ha confermato come, in vista della realizzazione della linea Genova-Rotterdam, il tratto ferroviario del terzo valico tra Genova e Milano sarà pronto come previsto entro il 2021. A ciò si aggiunga, il potenziamento del corridoio ferroviario Luino-Chiasso, che fa il paio con lo sblocco dei lavori, finalmente dopo continui rinvii, della Arcisate-Stabio che sarà completata entro il 2017. In tal modo, si configura la trasformazione delle Alpi: dopo secoli in cui sono state considerate come una barriera svolgeranno una funzione di cerniera.

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