Italiani nel mondo

Visita istituzionale con il nuovo ambasciatore d’Italia a Zurigo

Il nuovo rappresentante diplomatico è stato accolto da Comites e associazioni italiane a Zurigo il 16 febbraio scorso.

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da “La Pagina

Il nuovo Ambasciatore italiano in Svizzera, dott. Marco Del Panta Ridolfi, martedi scorso 16 febbraio, nella sua visita istituzionale a Zurigo ha incontrato alla Casa d’Italia i Comites di Zurigo e San Gallo, insieme ad alcuni rappresentanti dell’associazionismo. È stato un incontro cordiale e costruttivo in cui i vari rappresentanti dei due organi di rappresentanza della comunità italiana locale hanno avuto la possibilità di confrontarsi e potergli esporre, sia pure nel poco tempo a disposizione, le esigenze e le problematiche più urgenti. Nell’incontro con il nuovo Ambasciatore si è parlato della difficile situazione dei Corsi di lingua e cultura italiana che da quando nel 1993 lo Stato Italiano ha deciso di iniziare una semi privatizzazione delle suddette istituzioni scolastiche, se non fosse stato per il contributo volontario delle famiglie degli alunni, come ha sottolineato il Presidente del Casli Aurelio Chiapparini, sarebbero stati chiusi da molto tempo, in quanto l’esiguo contributo che lo Stato invia, negli ultimi tempi, ai vari Enti gestori è insufficiente a garantire il loro complesso funzionamento.

È intervenuto anche il Vicepresidente del Comites di Zurigo, Paolo Da Costa, ribadendo che in un precedente incontro avuto a Berna con l’Ambasciatore queste problematiche dei Corsi erano già stati attenzionati.

Ha parlato a lungo Luciano Alban, Presidente del Comites di Zurigo, al quale ci permettiamo di suggerire, in previsione del prossimo incontro, di essere un po’ più breve nei suoi interventi ripetitivi. Anche l’Ambasciatore si è, infatti, diplomaticamente “annoiato” di sentirlo nel suo interminabile soliloquio in cui ha però ricordato che la Casa d’Italia è per 4/5 un “Polo scolastico” frequentato da circa 200 alunni (dalla materna al Liceo).

Il presidente del Comites di San Gallo, Sergio Giacinti, ha sottolineato che con la chiusura del Consolato di San Gallo, sede alla quale facevano capo circa 60 mila italiani, si è creato un grande malcontento causato dalla conseguenza di doversi recare ora a Zurigo. Egli ha però ha anche evidenziato che il Console Generale di Zurigo, dott. Francesco Barbaro, ha cercato di venire incontro alla comunità italiana dell’ex consolato di San Gallo, inviando, un giorno alla settimana, un impiegato. Come ome avviene da più di un decennio anche a Lucerna.

Dopo aver ascoltato attentamente e registrato tutti gli interventi dei nostri rappresentanti, l’Ambasciatore ha subito tranquillizzato le ansie dei presenti: “Non son venuto oggi a Zurigo per vendere la Casa d’Italia”! Un immobile di queste dimensioni, in questa posizione ed in questa città – ha proseguito – è certamente interessante e assolutamente strategico. L’indicazione che ho avuto dal mio Ministero prima di venire qui è che ci deve essere chiarezza sulla situazione contabile e sugli affitti. Non si deve per forza ottenere e nemmeno ricercare prezzi di mercato per le associazioni che sono senza scopi di lucro e che perseguono l’obiettivo che è assolutamente quello perseguito dall’Ambasciata e dal Consolato. Questo è un punto fondamentale. Dobbiamo metterci insieme per cercare di valorizzare la nostra Casa d’Italia.

Dopo questo utile chiarimento ha fatto presente che “la situazione economica italiana non permette di farci illusioni e che purtroppo bisogna lavorare sulle risorse disponibili e possiamo contare solo su un miglioramento dei servizi”. In poche parole, i tempi delle vacche grasse son finiti e non c’è spazio per sperare o desiderare, ha aggiunto, che dove siano stati chiusi i consolati si possa aprire un’agenzia consolare. L’ambasciatore a tale proposito ha fatto notare che nell’America del Sud la comunità italiana è costretta a percorrere enormi distanze per raggiungere il Consolato di riferimento. Infine ha sottolineato l’importanza di utilizzare le risorse e i beni pubblici con responsabilità, efficienza e trasparenza nell’interesse della comunità italiana.

L’incontro si è concluso con l’assicurazione da parte dell’Ambasciatore di tornare presto a Zurigo per ulteriori incontri. Siamo convinti che tutti i presenti abbiano lasciato la Casa d’Italia con delle sensazioni positive sul nuovo rappresentante diplomatico inviato dall’Italia che ha trattato i diversi temi e le varie problematiche che interessano la nostra collettività usando un linguaggio chiaro, diretto, semplice e concreto.

Buon lavoro Ambasciatore.

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