Il Sahara sopra le nostre teste: perché la sabbia del deserto arriva fino in Europa

Polvere del Sahara sopra le Alpi: il cielo velato mostra gli effetti del trasporto di sabbia desertica fino all'Europa.

La polvere del Sahara è un fenomeno naturale che, soprattutto durante la primavera e l’estate, interessa sempre più spesso l’Europa. Cieli velati, tramonti dai colori intensi, piogge che lasciano automobili e balconi ricoperti da una patina rossastra: sono gli effetti più visibili di un evento che può influire anche sulla qualità dell’aria, sulla salute e perfino sul clima.

Un viaggio di migliaia di chilometri

Può sembrare sorprendente, ma miliardi di tonnellate di sabbia e polvere si sollevano ogni anno dal deserto del Sahara. Le particelle più leggere vengono trasportate dai forti venti in quota e possono percorrere migliaia di chilometri.

Quando particolari configurazioni meteorologiche favoriscono correnti provenienti dal Nord Africa verso il Mediterraneo e l’Europa centrale, queste minuscole particelle raggiungono Italia, Svizzera, Francia, Germania e perfino il Regno Unito e la Scandinavia.

Gli esperti spiegano che il fenomeno non è nuovo: accade da migliaia di anni. Tuttavia, negli ultimi anni alcuni episodi sono sembrati più intensi e frequenti, complice anche la maggiore attenzione dei sistemi di monitoraggio atmosferico. (Copernicus Atmosphere Monitoring Service (CAMS)

Perché il cielo cambia colore?

La presenza della polvere in sospensione modifica il modo in cui la luce solare attraversa l’atmosfera.

Tra gli effetti più evidenti troviamo:

  • cielo lattiginoso o leggermente giallastro;
  • tramonti particolarmente rossi o arancioni;
  • riduzione della visibilità;
  • sole meno brillante durante la giornata.

Quando arriva la pioggia, le particelle vengono trascinate verso il suolo dando origine alla cosiddetta “pioggia di sabbia”, che lascia depositi rossastri su automobili, finestre, terrazzi e pannelli solari.

Quali sono le conseguenze sulla salute?

Per la maggior parte della popolazione, la presenza della polvere sahariana non rappresenta un rischio importante.

La situazione può però diventare più delicata per:

  • persone con asma;
  • soggetti affetti da broncopneumopatia cronica (BPCO);
  • anziani;
  • bambini piccoli;
  • persone con malattie cardiovascolari.

Durante gli episodi più intensi aumenta infatti la concentrazione di particolato nell’aria (PM10 e, in misura minore, PM2.5), rendendo più difficile la respirazione per chi soffre già di problemi respiratori.

Gli esperti consigliano, nei giorni con elevate concentrazioni di polveri, di limitare l’attività fisica intensa all’aperto e seguire le indicazioni delle autorità sanitarie.

Effetti anche sul clima

La polvere del Sahara non influenza soltanto la qualità dell’aria.

Le particelle sospese possono:

  • riflettere parte della radiazione solare;
  • modificare la formazione delle nuvole;
  • influenzare le precipitazioni;
  • alterare temporaneamente le temperature locali.

Gli studiosi stanno ancora approfondendo il ruolo della polvere desertica nei cambiamenti climatici, poiché il fenomeno è estremamente complesso e dipende da numerosi fattori atmosferici.

Un fertilizzante naturale

Non tutti sanno che la polvere sahariana svolge anche una funzione positiva.

Le particelle contengono infatti minerali preziosi, come ferro e fosforo, che fertilizzano naturalmente i terreni. Alcune ricerche hanno dimostrato che parte di questa polvere raggiunge addirittura la foresta amazzonica, contribuendo a reintegrare nutrienti essenziali per la vegetazione.

Anche alcune zone alpine e dell’Europa ricevono piccoli apporti minerali grazie a questi lunghi trasporti atmosferici.

Un fenomeno destinato a continuare

Gli scienziati ritengono che gli episodi di trasporto della polvere sahariana continueranno a verificarsi anche nei prossimi anni. Comprendere meglio il fenomeno aiuta a interpretare correttamente ciò che osserviamo nel cielo e a distinguere un evento naturale da situazioni di inquinamento di diversa origine.

La prossima volta che noterete un cielo insolitamente velato o troverete l’auto ricoperta da una sottile polvere rossastra, probabilmente sarà il Sahara ad aver compiuto un viaggio di oltre duemila chilometri fino ai nostri cieli.

Lo sapevi?

Ogni anno il Sahara rilascia nell’atmosfera centinaia di milioni di tonnellate di polvere. Le particelle più leggere possono viaggiare per migliaia di chilometri, attraversare il Mediterraneo e raggiungere gran parte dell’Europa. Alcune continuano persino oltre l’Oceano Atlantico, fino alla foresta amazzonica, dove apportano minerali preziosi come il fosforo, contribuendo a fertilizzare naturalmente uno degli ecosistemi più importanti del pianeta.

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