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Svizzera, l’estate 2026 riscrive i record del caldo

Estate 2026 in Svizzera, ruscello alpino con poca acqua e sassi visibili

L’estate 2026 in Svizzera entra ufficialmente nella storia climatica del Paese. Il bilancio definitivo conferma che i mesi di giugno, luglio e agosto sono stati i più caldi dall’inizio delle rilevazioni, superando anche l’estate del 2003, rimasta per oltre vent’anni il termine di paragone per il caldo estremo.

Secondo i dati di MeteoSvizzera, la temperatura media nazionale dell’estate 2026 ha raggiunto 17,2 °C, superando di 0,4 °C il precedente primato del 2003.

Ma dietro il record della temperatura media c’è una stagione caratterizzata da caldo persistente, siccità, notti tropicali e conseguenze sempre più evidenti per fiumi, foreste e agricoltura.

Trenta stazioni hanno stabilito nuovi record

Il caldo ha interessato praticamente tutto il Paese e in numerose località sono stati raggiunti nuovi valori estremi.

Il 30 luglio la stazione di Basilea-Binningen ha registrato 39,7 °C, eguagliando il record per il versante nord delle Alpi. Complessivamente, trenta stazioni di rilevamento hanno misurato nel corso dell’estate la loro temperatura massima assoluta.

Particolarmente significativo anche il numero delle giornate con temperature superiori ai 30 °C e delle cosiddette notti tropicali, durante le quali la temperatura minima non scende sotto i 20 °C.

A Locarno-Monti, per esempio, sono state registrate 50 notti tropicali, otto in più rispetto al 2003.

Non solo caldo: una siccità eccezionale

L’altra caratteristica dell’estate 2026 è stata la scarsità delle precipitazioni.

Considerando il periodo da aprile ad agosto, in Svizzera è stato registrato il periodo più caldo e asciutto dal 1901. Le precipitazioni a livello nazionale hanno raggiunto soltanto il 61% della norma.

Già alla fine di agosto MeteoSvizzera, insieme all’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM) e all’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL), aveva evidenziato l’eccezionalità della situazione.

La prolungata mancanza di pioggia ha ridotto le portate di numerosi corsi d’acqua e abbassato i livelli di diversi laghi, mentre le temperature dell’acqua hanno raggiunto valori insolitamente elevati.

Anche fiumi e laghi hanno sofferto il caldo

Le conseguenze sono state particolarmente evidenti negli ecosistemi acquatici.

Secondo l’UFAM, tra il 1° giugno e la fine di agosto quasi il 60% delle stazioni di misurazione ha registrato nuovi valori massimi della temperatura dell’acqua per questo periodo.

Il 14 luglio l’Aare a Berna ha raggiunto 24,8 °C, superando il precedente record. Anche sulla Reuss a Lucerna è stato registrato un nuovo massimo.

Quando le portate sono ridotte, l’acqua si riscalda più rapidamente. L’aumento della temperatura e la diminuzione dell’ossigeno disponibile possono mettere sotto forte pressione pesci e altri organismi acquatici.

 

Sostieni L’ECO, la voce degli italiani in SvizzeraAgricoltura e foreste sotto pressione

La siccità non ha riguardato soltanto fiumi e laghi.

La scarsità d’acqua ha avuto ripercussioni sull’agricoltura, con problemi nella produzione di foraggio e perdite nei raccolti, mentre nei boschi il terreno particolarmente secco ha contribuito ad aumentare il pericolo di incendi.

Anche la navigazione sul Reno ha risentito dei bassi livelli delle acque.

Sono effetti differenti, ma legati a uno stesso fenomeno: periodi prolungati di temperature elevate accompagnati da precipitazioni insufficienti hanno conseguenze che vanno ben oltre il semplice disagio provocato dal caldo.

Estate 2026 in Svizzera, un record che racconta qualcosa del futuro

È forse questo l’aspetto più significativo dell’estate appena trascorsa.

Il 2026 ha superato il 2003, ma estati eccezionalmente calde e secche stanno diventando sempre meno eccezionali.

Da anni i ricercatori osservano un aumento della frequenza delle condizioni caratterizzate contemporaneamente da caldo e siccità. Secondo le valutazioni riportate da MeteoSvizzera, con un riscaldamento globale di 3 °C rispetto all’epoca preindustriale, un’estate come quella vissuta dalla Svizzera nel 2026 potrebbe essere considerata addirittura mediamente calda.

Il record di quest’anno, quindi, non racconta soltanto quanto caldo ha fatto nell’estate 2026. Offre anche un’indicazione di come potrebbero cambiare le estati svizzere nei prossimi decenni.

Ed è probabilmente questo il dato sul quale vale maggiormente la pena riflettere.


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