Per molti anni l’intelligenza artificiale è stata considerata una tecnologia riservata alle grandi multinazionali o ai centri di ricerca. Oggi la situazione è completamente cambiata. L’IA è entrata negli uffici, nelle aziende e persino nelle piccole attività, diventando uno strumento di lavoro sempre più diffuso.
La Svizzera non fa eccezione. Anzi, secondo recenti studi, le imprese elvetiche stanno adottando l’intelligenza artificiale con una velocità sorprendente, spinte dalla necessità di migliorare la produttività, ridurre i tempi di lavoro e restare competitive in un mercato sempre più globale.
Sei imprese svizzere su dieci utilizzano già l’IA
Secondo uno studio UBS pubblicato nel 2026 e realizzato su un campione di circa 2.500 aziende svizzere, il 60% delle imprese utilizza già strumenti basati sull’intelligenza artificiale.
Si tratta di un dato significativo che dimostra come l’IA non sia più una semplice curiosità tecnologica, ma una realtà concreta nel tessuto economico del Paese.
Le applicazioni più diffuse riguardano:
- supporto alle decisioni e analisi dei dati (51%);
- miglioramento di prodotti e servizi (47%);
- automazione dei processi aziendali (37%).
Molte aziende utilizzano inoltre l’intelligenza artificiale per redigere documenti, gestire la corrispondenza, tradurre testi, creare contenuti di marketing e ottimizzare l’assistenza alla clientela.
Anche le PMI accelerano
Se inizialmente erano soprattutto le grandi aziende a investire nell’IA, oggi anche le piccole e medie imprese stanno recuperando terreno.
Secondo uno studio AXA dedicato alle PMI svizzere, l’utilizzo strutturato dell’intelligenza artificiale è passato dal 22% nel 2024 al 34% nel 2025. Inoltre, il 37% delle aziende ha già sperimentato almeno uno strumento di IA.
Tra coloro che la utilizzano, il 57% dichiara di aver ottenuto un concreto risparmio di tempo, mentre il 45% considera l’intelligenza artificiale una vera opportunità per il futuro dell’impresa.
Lavoro a rischio? I numeri raccontano altro
Uno dei timori più diffusi riguarda l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’occupazione.
I dati disponibili mostrano però una realtà più sfumata. Solo il 2% delle PMI svizzere afferma di aver ridotto il personale grazie all’IA, mentre il 10% sostiene che queste tecnologie abbiano contribuito a creare nuove opportunità di lavoro.
Più che sostituire completamente le persone, l’intelligenza artificiale sembra quindi modificare le mansioni e richiedere nuove competenze professionali.
Non a caso, il 66% delle aziende ritiene che nei prossimi anni aumenterà la domanda di competenze digitali e informatiche.
Una rivoluzione che è appena iniziata
Lo studio UBS evidenzia inoltre che il 43% delle imprese svizzere prevede di aumentare ulteriormente l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei prossimi cinque anni.
La trasformazione appare dunque solo all’inizio.
Naturalmente restano aperte diverse questioni: la protezione dei dati, la sicurezza informatica, la trasparenza degli algoritmi e la formazione dei collaboratori rappresentano sfide che molte aziende dovranno affrontare.
Tuttavia, una cosa appare ormai evidente: l’intelligenza artificiale non è più una tecnologia del futuro. È già uno strumento che sta cambiando il modo di lavorare, produrre e comunicare.
Per le imprese svizzere, la vera sfida non sarà decidere se utilizzare l’IA, ma imparare a sfruttarla in modo intelligente, etico e responsabile.
Leonardo Nastasi
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