Punture di api e vespe: il pericolo che molti sottovalutano

Arrossamento e gonfiore sulla pelle causati da una puntura di ape o vespa durante un'attività all'aperto.

Con l’arrivo dell’estate aumenta il rischio di incontri con api e vespe. Nella maggior parte dei casi si tratta di un semplice fastidio, ma per alcune persone una puntura può trasformarsi in una vera emergenza.

Con le giornate più calde e la voglia di trascorrere più tempo all’aria aperta, torna anche la stagione delle api, delle vespe e dei calabroni. Per molti una puntura significa soltanto qualche minuto di dolore e un po’ di gonfiore. Per altri, invece, può rappresentare un rischio molto serio.

Quando una puntura diventa un’emergenza

La maggior parte delle reazioni si limita a rossore, gonfiore e bruciore nella zona colpita. Esistono però casi in cui l’organismo reagisce in modo eccessivo, provocando una reazione allergica sistemica.

I segnali da non sottovalutare sono:

  • difficoltà respiratorie;
  • gonfiore del viso, delle labbra o della lingua;
  • vertigini;
  • forte debolezza;
  • orticaria diffusa;
  • senso di svenimento;
  • calo della pressione arteriosa.

In presenza di questi sintomi è fondamentale chiamare immediatamente i soccorsi.

L’errore più frequente

Uno degli sbagli più comuni consiste nell’attendere che i sintomi passino da soli.

Molte persone tendono infatti a minimizzare i primi segnali di una reazione allergica, perdendo minuti preziosi. Gli esperti ricordano invece che intervenire rapidamente può fare la differenza.

Chi sa di essere allergico dovrebbe portare sempre con sé il kit di emergenza prescritto dal medico, compreso l’autoiniettore di adrenalina.

Api e vespe: non sono la stessa cosa

L’ape punge generalmente solo per difendersi. Dopo la puntura lascia il pungiglione nella pelle e muore.

La vespa, invece, può pungere più volte perché non perde il pungiglione. Per questo motivo un attacco di più vespe può risultare particolarmente doloroso e, in alcuni casi, anche pericoloso.

Attenzione alle punture in bocca e in gola

Anche chi non soffre di allergie dovrebbe prestare particolare attenzione alle punture all’interno della bocca o della gola.

Può capitare, ad esempio, bevendo da una lattina lasciata aperta o mangiando frutta all’aperto. Il gonfiore provocato dalla puntura può restringere le vie respiratorie e rendere difficoltosa la respirazione.

Cosa fare subito dopo una puntura

In caso di puntura d’ape è consigliabile rimuovere rapidamente il pungiglione senza schiacciarlo.

Successivamente è utile:

  • lavare la zona con acqua e sapone;
  • applicare del ghiaccio protetto da un panno;
  • evitare di grattare la parte colpita;
  • monitorare eventuali sintomi insoliti nelle ore successive.

Come prevenire il rischio

Alcuni comportamenti possono ridurre notevolmente il rischio di essere punti:

  • evitare profumi molto intensi;
  • non lasciare bevande zuccherate scoperte;
  • controllare bicchieri e lattine prima di bere;
  • indossare scarpe nei prati;
  • mantenere la calma in presenza di api o vespe senza agitare le braccia.

Piccoli insetti, grande prudenza

Le api svolgono un ruolo fondamentale per l’ambiente e per l’impollinazione delle piante. Non devono quindi essere viste come un nemico da eliminare.

La conoscenza dei rischi e dei comportamenti corretti permette però di affrontare con maggiore serenità la stagione estiva, evitando che una semplice puntura si trasformi in un problema molto più serio.

Aty Lenzo


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