Italiani nel mondo

MAIE – Parlamentari Pd contro una riforma che mantiene più eletti all’estero di quella di Renzi

Ma come ha fatto il Partito Democratico a esprimere voto contrario sulla riduzione del numero dei Parlamentari? E’ assurdo! E come ha potuto astenersi al Senato, Forza Italia? Davvero incomprensibile. C’è solo una spiegazione, a nostro modo di vedere: Pd e Fi stanno giocando a chi si suicida prima.

Sui social network nei confronti dei dem si legge già di tutto: “poltronari” è l’insulto meno pesante che gli viene rivolto. Gli altri ve li risparmiamo. Al Pd costerà parecchio, politicamente, convivere con la scelta di dire no al taglio delle poltrone, quando loro stessi abolivano addirittura il Senato nella famigerata riforma costituzionale fortemente voluta e promossa da Matteo Renzi.

In Aula il provvedimento è stato approvato con 180 sì e 50 no. Ora torna all’esame della Camera. “Taglio di 345 parlamentari, fatto”: così Matteo Salvini sui social. L’altro vicepremier, Luigi Di Maio: “Per togliere 345 parlamentari manca ancora un ultimo passaggio alla Camera e poi ci siamo! E sarà un’altra promessa mantenuta”.

LA RIFORMA E GLI ELETTI ALL’ESTERO
La riforma porta i deputati da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200. La riduzione del numero comprende anche la circoscrizione estero, con i deputati che passano da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4, per un totale di 12 parlamentari eletti all’estero.

12 ELETTI ALL’ESTERO, COME PREVEDEVA LA RIFORMA RENZI
Su questo gli attuali parlamentari eletti oltre confine del Pd stanno puntando il dito contro il governo e parlando di “pericolosa deriva”, di attacco alla democrazia rappresentativa, ma fanno finta di dimenticare che con la loro riforma volevano abolire il senato e tutti i senatori eletti oltre confine. Dunque in totale sarebbero rimasti 12 parlamentari, proprio come nel caso della riforma che oggi ha ricevuto per la seconda volta luce verde dal Senato.

GLI ELETTI ALL’ESTERO INCIDERANNO DI PIÙ
Senza contare che nel futuro Parlamento la presenza degli eletti all’estero, almeno a livello di percentuale, sarà ancora più incisiva; si spera lo sarà anche a livello politico e parlamentare, visto che come abbiamo ormai capito tutti non è la quantità di parlamentari a fare la differenza, ma la qualità.

Con la riforma che voleva Renzi sarebbero rimasti 100 senatori in quello che doveva essere il Senato delle regioni, più tutti i deputati: dunque la presenza dei parlamentari italo-stranieri sarebbe stata ancora più annacquata. Meglio pochi ma buoni. Del resto, in 13 anni di 18 eletti all’estero per gli italiani nel mondo ci sono stati sempre e solo tagli e tasse. Siamo arrivati ad averne uno al governo oggi, di eletto oltre confine, dopo anni di lotte e di battaglie. E guarda caso, non è uno che appartiene ai partitoni romani…

Il Pd non si smentisce mai. E anche Forza Italia ha dimostrato di avere votato a favore alla Camera perché le Europee erano in arrivo, ma ora torna alle barricate per conservare le poltrone. Una cosa è sicura: Pd e Fi sono sempre più distanti dall’opinione pubblica, dai cittadini, e ne faranno le spese ogni volta che incontreranno le urne sul proprio cammino.

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