Italiani nel mondo

CGIE (Michele Schiavone) – Tenere nella dovuta considerazione risorse per promuovere Sistema Italia nel Mondo

Alla vigilia del dibattito in Senato sulla manovra di bilancio per l’anno prossimo, corre obbligo richiamare il Governo italiano, nonché le forze politiche di maggioranza ed opposizione, compresi le Senatrici e i Senatori eletti nella circoscrizione estero, che si apprestano a varare la legge finanziaria, a tenere nella dovuta considerazione le risorse utili e necessarie per promuovere il Sistema Italia nel mondo. Lo stesso impegno è richiesto, successivamente, ai Deputati, compresi i dodici eletti nella circoscrizione estero, allorché il testo rientrerà alla Camera dopo l’approvazione in Senato.

Sono anni che una parte consistente del prodotto interno lordo del nostro Paese (PIL) viene realizzato con il concorso delle attività promosse dai presidii italiani dislocati nel mondo. Tra questi, nelle politiche di governance, oltre ai capitali, alle merci e ai tanti beni materiali si aggiungono in maniera preponderante le risorse umane rappresentate dagli Italiani all’estero, capaci di creare interessi e relazioni, che finiscono per creare quel valore aggiunto quantificato nel 10% del PIL. Inoltre, nel Sistema Paese un ruolo di primo piano è costituito dai beni immateriali, che passano attraverso la cultura e lo stile italiano, che fanno del nostro Paese uno dei modelli più rappresentativi del soft power, basato anche sul savoir faire della nostra fitta rete diplomatica, presente in numerose aree nel mondo con ambasciate e consolati.

Da qui muove il richiamo odierno al Governo e al Parlamento ad un’assunzione di responsabilità in una prospettiva di lungo respiro, che concorra a tenere vivo quel legame che continua a persistere tra gli Italiani all’estero e il nostro Paese, in particolare nei momenti in cui l’Italia si trova in difficoltà.

Per sostenere sia le politiche a favore dei soggetti italiani attivi nel mondo, sia le loro rappresentanze, è necessario agire oggi. Perciò auspichiamo che, nel bilancio del 2019 con proiezione triennale, venga confermato il trend delle ultime finanziarie, prima dell’entrata in vigore della spending review, in modo manifesto e tangibile con la quantità di risorse necessarie, almeno pari a quelle investite nel corrente anno, che hanno concorso alla crescita economica dell’Italia. Le risorse servono a rafforzare la diffusione della promozione della lingua e della cultura italiana, vero volano di politica culturale; al sostegno ai media, alla stampa e all’editoria rivolta e prodotta all’estero, ai quali si aggiungono i fondi per gli istituti di rappresentanza, Comites e CGIE; al rafforzamento dei servizi e delle risorse umane nelle rete consolare; all’assistenza ai nostri connazionali residenti in paesi e aree di crisi.

Gli Italiani all’estero, e con loro gli organismi di rappresentanza, Com.It.Es. e CGIE, sono in ansiosa attesa di veder riconosciuti i loro sforzi, l’impegno ed il lavoro profusi per lo sviluppo e il progresso del nostro Paese.

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