“Luciano Caprile, da Pegli all’arte globale”

Luciano Caprile ritratto con il libro Carnet de Voyage, intervista sul dialogo tra arte locale e scena internazionale

Intervista al critico che ha trasformato l’eredità di bellezza della piccola delegazione d’origine in un dialogo con l’arte internazionale.

Nato a Genova, scrive d’arte sul “Secolo XIX” e in varie pubblicazioni specialistiche. Del suo prestigioso curricolo si ricordano: cataloghi e interventi su Carlo Carrà, Arnaldo Pomodoro, Amedeo Modigliani Giorgio de Chirico e Asger Jorn (quest’ultimo incluso nel catalogo dell’antologica dei musei di Copenaghen e Silkeborg); le molte mostre in Svizzera, in particolare nel 2004 Antoni Clavé alla Pinacoteca della Casa Rusca di Locarno; fra le più recenti esposizioni in Italia, Sophia Vari a Genova e Mario Schifano a Castiglioncello (Livorno). Il libro testimonianza

Carnet de voyage” riunisce aneddoti e ricordi dei suoi incontri con i famosi. 

Sei un critico e un curatore d’arte di lungo corso. Qual è la tua formazione?

Sono sempre stato un appassionato d’arte del nostro tempo. Me ne sono occupato scrivendo su quotidiani e riviste a partire dalla fine degli anni Settanta. Non ho fatto particolari corsi propedeutici ma mi è stata molto utile la frequentazione di determinati maestri, a partire da Enrico Baj, con cui sono nate importanti collaborazioni sfociate in testi su cataloghi di mostre.

Quali sono state le mostre che ricordi con particolare affetto o che per te sono state più significative?

Certamente ricordo con particolare piacere la prima in uno spazio pubblico, quella presentata nel 1982 al Palazzo Rosso di Genova per i novanta anni di Michele Cascella. Tra quelle più significative mi è difficile scegliere tra gli omaggi museali dedicati a Enrico Baj, ad Arnaldo Pomodoro, a Fernando Botero, a Christo, ad Asger Jorn, a Wifredo Lam, a Francis Bacon, a Jasper Johns, a Carlo Carrà, a Renato Guttuso, a Ugo Nespolo…”

Tu hai curato mostre anche in Svizzera. Dove?

Nel Canton Ticino. Ricordo la prima antologica di Asger Jorn presso il Museo Casa Rusca di Locarno, quindi quelle presentate da Rudy Chiappini al Museo di Lugano: in particolare le personali dedicate a Pomodoro, Botero, Modigliani, Barcelò, Basquiat, Christo…

Potresti parlarci del libro che hai scritto, dove tratteggi i ritratti dei grandi che hai conosciuto nella tua vita?

Si tratta di ‘Carnet de voyage‘, stampato nel dicembre 2023 dalla casa editrice ‘Awbooks’. Ho voluto raccontare, anche attraverso aneddoti, quel rapporto di conoscenza con alcuni artisti che mi ha permesso di entrare più profondamente nella loro creatività. I nomi sono tanti: con alcuni sono scaturite interessanti collaborazioni citate in precedenza, con altri scambi di conoscenze e di percezioni: penso a Delvaux, a Balthus, a Masson, a Burri, ad Hartung, a Kounellis, a Mathieu, a Matta, a Melotti, a Scanavino, a Tilson, a Vangi…Inoltre ho inserito nel libro certi letterati che hanno avuto stretti rapporti con alcuni artisti. Cito per tutti Jorge Luis Borges che, prima di diventare cieco, si era innamorato in particolare della pittura di El Greco e di Velázquez. E pertanto mi raccontava del colore delle parole per cui nella cecità le sue frasi si trasformavano in variegate composizioni pittoriche.

Hai qualche progetto di prossima realizzazione?

Ultimamente, data l’età, ho rallentato molto gli impegni. Ma sono sempre pronto ad accogliere qualche interessante progetto espositivo che possa suscitare in me un ancora rinnovabile desiderio di conoscenza e di sperimentazione”,

Luisa Pavesio


Per non perdersi altri sguardi e approfondimenti sul mondo dell’arte, scopri la rubrica firmata da Luisa Pavesio su L’ECO.

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