Mostra Van Dyck a Genova: Anna Orlando racconta il grande evento a Palazzo Ducale

Palazzo Ducale di Genova, sede della mostra dedicata a Van Dyck

Genova torna protagonista con la grande mostra dedicata a Antoon van Dyck, tra i maestri del Seicento europeo. Ospitata a Palazzo Ducale dal 20.3 al 19.72026, è l’esposizione più importante degli ultimi venticinque anni dedicata all’artista e richiama visitatori da tutta Europa. (20.3. – 19.07.2026)

A curarla è Anna Orlando, storica dell’arte e specialista di pittura genovese e fiamminga, protagonista di un progetto che unisce rigore scientifico e valorizzazione del territorio.

Un evento che conferma il ruolo delle grandi mostre come motore culturale e turistico. In questa intervista esclusiva, Anna Orlando racconta la nascita della mostra, le sfide e le opere da non perdere.

Segue l’intervista integrale realizzata da Luisa Pavesio


Anna Orlando, laurea in Lettere e perfezionamento in Storia dell’Arte, è specialista di pittura genovese e fiamminga. Ha al suo attivo più di 200 opere scientifiche e l’ideazione e l’organizzazione di 30 mostre. Ambasciatrice onoraria di Genova nel mondo dal 2018, è visiting professor in molte Università nazionali e internazionali. Dal 2025 è consigliere comunale.

Oggi parliamo con lei della grande mostra dedicata a Van Dyck, la più grande dedicata al Maestro negli ultimi venticinque anni.

Anna Orlando, curatrice della mostra su Van Dyck a Genova presso Palazzo Ducale
Anna Orlando, curatrice della mostra su Van Dyck.

Ho letto che la Sua formazione è avvenuta fra Genova, di cui è originaria, e Firenze.

Sì, sono stata borsista Longhi a in queste due città, dove ho studiato e poi collaborato con Mina Gregori. In seguito ho iniziato a lavorare nell’organizzazione delle mostre, in particolare nel 1997 per Van Dyck. Nel 2006 ho curato “I fiori del Barocco” e successivamente, per ricordare solo la grande mostra da cui è nata anche l’idea di Van Dyck, “L’età di Rubens”, del 2022.

Ho letto che è anche una specialista di pittura genovese. Cosa consiglierebbe di visitare a chi venisse a Genova? Tre visite irrinunciabili?

È una domanda complessa …Partendo ovviamente dal ‘600, suggerirei alcune tappe. Sicuramente la Chiesa del Gesù, con gli affreschi di Giovanni e Giovan Battista e la tela di Rubens. Poi S.Siro e la Chiesa della Nunziata. Come pinacoteche, naturalmente Palazzo Bianco e Palazzo Rosso.

Le grandi mostre sono tema di oggi, a volte criticato come evento di facciata, per me è invece soprattutto volano culturale la conoscenza dell’arte, dei contesti storici e anche delle città dove si organizza la mostra.

Occorre capire cosa si intenda per grande mostra. Certamente sono grandi nomi, grandi numeri, il successo di pubblico, ma ciò che fa veramente la differenza sono il rigore scientifico e il livello dell’innovazione. Concordo sul fatto che sia un volano per le città, perchè il pubblico non si ferma alla visita della mostra, ma va anche a scoprire l’arte disseminata sul territorio.

In effetti, uno spostamento di uno o due giorni consente di fare il pieno di cultura tornando a casa propria arricchiti…Tornando a Lei, so che aveva vinto un concorso ai Beni Culturali, come ispettore, ma che ha rinunciato. Perché? Per non lasciare Genova o perché ha preferito essere libera di seguire una strada in autonomia?

L’idea di lasciare Genova non è stata decisiva, avevo già lasciato la mia città per studiare a Firenze. Quello che mi ha persuasa a non accettare è stato proprio il mio concetto di libertà e di autonomia. Fra l’altro stavo collaborando con Costa Edutainement su progetti in tutta Italia, e per tre anni mi sono dedicata a questo. Avviata la fase di start up, in qualche modo di management culturale, sono voluta tornare alla ricerca, a vedere e sentire i quadri. La mia scelta è stata quindi una scelta di coerenza. Oggi sono anche consigliere comunale, dal 2025, su indicazione di Marco Bucci, già Sindaco di Genova e ora Presidente della Regione. Ero l’unico candidato senza un passato politico, per cui il fatto di essere eletta mi ha abbastanza sorpresa.

Allora avrà occasione di dare avvio a nuovi progetti…

Solo con l’estero, non su Genova.

Veniamo alla mostra di Van Dyck, inaugurata pochi giorni fa. Come nasce il progetto?

In realtà si tratta di un proseguimento della grande mostra di Rubens.. Marco Bucci mi aveva chiesto un’altra mostra a quel livello, e lo sviluppo logico era questa di Van Dyck. Un grande lavoro, spesso il pubblico ignora il tempo e anche la fatica organizzativa. Io ci ho lavorato senza interruzione dal gennaio 2023, iniziando dal trovare una cocuratrice adatta, Katlijne van der Stighelen, la migliore nel campo.

Flyer della mostra dedicata a Van Dyck a Genova presso Palazzo DucaleHo visto che si è anche dotata di un importante Comitato Scientifico.

Sì, si tratta di un elemento importante. Dà credibilità al progetto, è un elemento che lo rafforza.

Cui si aggiungono le collaborazioni con altre istituzioni a livello nazionale e internazionale.

Più che di collaborazioni, ovvero di coideazione o coorganizzazione, si tratta di prestiti. Certo un numero così notevole di istituzioni che affidano i propri quadri a Palazzo Ducale (si tratta per Musei e Gallerie di privarsi di quadri importanti per vari mesi) non si era mai visto a Genova…

Prima di entrare nel vivo della mostra, vorrei avere ancora da Lei una considerazione sullo spazio espositivo, ovvero Palazzo Ducale. Spazio difficile,che pone dei problemi, o spazio ideale?

Tutte e due le cose. Si tratta di un contenitore antico, che pone quindi dei problemi (da questo punto di vista tutta Genova è problematica). In altri termini, non ha le caratteristiche di molti degli spazi espositivi, per esempio, di Milano.. Però è l’unico spazio genovese adeguato per una mostra come questa, perchè risponde a quei requisiti (sicurezza, controllo, valori termici e altro) per ospitarla. Essendo un Palazzo del ‘500, con un nucleo medievale del ‘2OO e lavori e rifacimenti che arrivano fino al ‘700, le sale sono precedute da un grande scalone, che pongono problemi di trasporto opere, che però le ditte oggi sono in grado di affrontare e risolvere con gru, scale mobili e quant’altro. E le sale espositive non sono neutre, per cui tocca a chi conosce bene gli spazi decidere (in questo caso a me) senza coinvolgere altri. I problemi sono vari, legati ai punti di vista, e agli accostamenti. Per esempio, le grandi mostre devono per forza sacrificare per esempio gli stucchi dell’Appartamento del Doge…

Però resta la gioia che,visitando la mostra, si scopre anche un Palazzo meraviglioso, che racconta anche la storia della Città..

Sì, questo arricchisce la visita, certamente.

Quali sono gli elementi di novità offerti della mostra di Van Dyck rispetto ad altre dedicate allo stesso Maestro?

Le novità non sono poche. Dal punto di vista scientifico, per esempio, si è riscoperto un Van Dyck religioso ispirato dalla Bibbia, dai devozionali, e qui l’Artista tocca dei vertici artistici. Poi sono esposte opere mai viste o a Genova, o in Italia, o addirittura a livello mondiale. In genere, comunque, opere difficili da vedere perchè in possesso di istituzioni che difficilmente il pubblico visita, per esempio presso Gaudium Magnum di Barcellona o Fhoebum di Anversa o Kenwood House.

Ecce Homo di Antoon van Dyck esposto nella mostra di Genova a Palazzo Ducale
Van Dyck -Ecce Homo

Domanda difficilissima. Quali opere sono quelle di fronte alle quali consiglierebbe al visitatore di soffermarsi?

Sì, è veramente difficile operare una scelta. Però direi l‘Ecce Homo, mai esposto prima.. Poi il Gentiluomo in armi (o “Ritratto di un gentiluomo della famiglia Spinola”),viene da Dresda e lo definirei magnetico.

Mi scusi, una curiosità personale. Il ritratto di Carlo V, il cui regno è anteriore, è stato in qualche modo ripreso da pittori dell’epoca precedente. Questo succede spesso nella storia dell’arte o è un unicum?

Già Rubens , il cui dipinto è al Prado, lo aveva derivato da Tiziano. E per quanto riguarda la Sua domanda, questa usanza, sì, esiste nella storia dell’arte.

La mostra è destinata a circuitare?

No, è stata concepita appositamente per Genova e non farà altre sedi, anche perchè i quadri prestati devono rientrare nelle varie sedi da cui provengono.

Luisa Pavesio


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