Italiani nel mondo

Schirò (Pd) – Diritti previdenziali e sanitari per i cittadini italiani che vivono e lavorano nel Regno Unito

Le Commissioni riunite Affari esteri e Politiche Ue della Camera dei deputati hanno svolto giovedì 13 febbraio una audizione dell’ambasciatore d’Italia a Londra, Raffaele Trombetta, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sui negoziati relativi alla Brexit e sul relativo impatto per l’Italia.
Sono state affrontate importanti problematiche relative alle ipotizzabili conseguenze della Brexit sul lavoro, sull’economia, sulla finanza, sugli affari, sul commercio, sulla libera circolazione, sul ruolo delle nostre rappresentanze diplomatiche, sul turismo, sui diritti delle nostre collettività presenti nel Regno Unito.
Nel mio breve intervento ho segnalato all’Ambasciatore italiano l’importanza di poter ricevere informazioni relative all’impatto sul sistema di tutela socio-previdenziale e sanitario per i nostri cittadini che vivono e lavorano nel Regno Unito con particolare riferimento alle tutele garantite dai Regolamenti comunitari sulla sicurezza sociale.
Questioni queste che avevo già sollevato in più occasioni nel corso di dibattiti politici e parlamentari e in una Risoluzione che ho recentemente presentato in Commissione Affari Esteri per sapere fino a quando i Regolamenti di sicurezza sociale saranno applicabili e cosa succederà dal momento della uscita ufficiale del Regno Unito dalla UE.
L’Ambasciatore ha confermando che le tutele previdenziali e sanitarie dei regolamenti saranno valide fino al 31 dicembre 2020 (se non ci saranno proroghe) e che per colmare il successivo vuoto normativo ed evitare esiti drammatici per i diritti dei cittadini, dovrà essere necessariamente stipulato dalla UE un accordo con il Regno Unito  sulla sicurezza sociale.
Presumo ed auspico che tale accordo, non so se già  in fase di negoziazione, sia simile a quello che la UE ha stipulato con la Svizzera sulla libera circolazione delle persone, in base al quale le disposizioni dei Regolamenti comunitari di sicurezza sociale sono applicabili anche alla Svizzera. Se ciò non fosse realizzabile l’alternativa sarebbe un accordo bilaterale di sicurezza sociale tra Italia e Regno Unito (sulla falsariga di quelli stipulati dall’Italia con tanti Paesi di emigrazione) che garantisca i diritti acquisiti e quelli futuri in materia di previdenza e possibilmente anche della salute.
Angela Schirò

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