L'altraitalia

L'Italia oltre i luoghi comuni

Stanchezza autunnale: perché ci sentiamo più affaticati e cosa può aiutarci

Stanchezza autunnale e cambio di stagione

Stanchezza autunnale: con l’arrivo delle giornate più corte molte persone raccontano di sentirsi più assonnate, meno energiche e con qualche difficoltà in più a concentrarsi. Il passaggio dall’estate all’autunno può infatti coincidere con cambiamenti nelle abitudini, nell’esposizione alla luce naturale e nei ritmi quotidiani.

Non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va. Il nostro organismo segue ritmi biologici strettamente collegati all’alternanza tra luce e buio e il cambiamento stagionale può richiedere un periodo di adattamento.

La stanchezza, però, non dovrebbe essere automaticamente attribuita alla stagione. Quando è intensa, persiste nel tempo o si accompagna ad altri sintomi, è importante parlarne con il medico.

Meno luce, ritmi diversi

Uno dei cambiamenti più evidenti dell’autunno è la progressiva riduzione delle ore di luce.

La luce contribuisce alla regolazione del ritmo circadiano, il nostro “orologio biologico”, che partecipa alla regolazione del ciclo sonno-veglia. Con l’accorciarsi delle giornate alcune persone possono avvertire cambiamenti nel sonno, nell’energia e nell’umore.

Il National Institute of Mental Health statunitense spiega che serotonina e melatonina sono coinvolte nella regolazione dei ritmi quotidiani e che, nelle persone affette da disturbo affettivo stagionale, le variazioni stagionali della luce possono essere associate ad alterazioni di questi meccanismi.

Questo non significa, però, che sentirsi un po’ più stanchi in autunno equivalga ad avere un disturbo affettivo stagionale.

Sonno: la regolarità conta

Quando ci sentiamo stanchi può essere spontaneo pensare che basti dormire di più. Non sempre è così.

Può essere più utile cercare di mantenere orari abbastanza regolari, andando a letto e alzandosi possibilmente a orari simili. Anche trascorrere parte della giornata all’aperto permette di approfittare della luce naturale.

Un’altra buona abitudine è evitare di trasformare la sera in un prolungamento continuo della giornata: lavoro, smartphone e televisione fino al momento di dormire possono rendere più difficile creare una routine realmente rilassante.

Muoversi anche quando si ha poca voglia

Quando l’energia diminuisce, il divano diventa particolarmente invitante. Ma proprio il movimento può essere un buon alleato del benessere.

Non è necessario trasformare settembre e ottobre nella stagione delle imprese sportive. Camminare, andare in bicicletta, fare una passeggiata o mantenere un’attività fisica regolare è già importante.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità sottolinea che l’attività fisica regolare offre benefici sia alla salute fisica sia a quella mentale e, negli adulti e negli anziani, è associata anche a un miglioramento del sonno. L’OMS ricorda inoltre che qualsiasi quantità di movimento è preferibile all’inattività.

Una passeggiata durante le ore di luce può quindi avere un doppio vantaggio: muoversi e trascorrere tempo all’aperto.

Sostieni L’ECO, la voce degli italiani in Svizzera

A tavola niente formule miracolose

Al cambio di stagione compaiono puntualmente prodotti e integratori che promettono di restituire energia. Ma per la normale stanchezza non esiste un alimento capace, da solo, di “ricaricare” l’organismo.

Meglio puntare sulle basi: alimentazione varia ed equilibrata, pasti regolari e una buona idratazione.

Frutta e verdura di stagione, legumi, cereali, pesce, uova e altre fonti proteiche possono trovare posto in un’alimentazione equilibrata senza bisogno di inseguire il cosiddetto superfood del momento.

Anche gli integratori non dovrebbero essere considerati automaticamente necessari soltanto perché è arrivato l’autunno. In presenza di carenze o particolari condizioni di salute, è il medico a poter valutare se siano indicati.

5 gesti per affrontare il cambio di stagione

Quando le giornate si accorciano, alcune semplici abitudini possono aiutare l’organismo ad adattarsi ai nuovi ritmi:

  • Cercare la luce naturale, trascorrendo ogni giorno un po’ di tempo all’aperto.
  • Mantenere orari regolari per il sonno, anche nei fine settimana.
  • Continuare a muoversi, anche con una semplice passeggiata quotidiana.
  • Mangiare in modo equilibrato e ricordarsi di bere a sufficienza.
  • Concedersi il giusto recupero, senza rinunciare completamente alle attività e alle relazioni sociali.

Il punto non è combattere l’autunno, ma permettere all’organismo di adattarsi gradualmente ai nuovi ritmi.

Quando la stanchezza non è soltanto stagionale

Sentirsi meno energici per qualche giorno è molto diverso da una stanchezza importante e persistente.

È opportuno rivolgersi al medico se la stanchezza dura nel tempo, peggiora, interferisce con le normali attività quotidiane oppure compare insieme ad altri disturbi significativi.

Particolare attenzione merita anche un cambiamento persistente dell’umore. Il disturbo affettivo stagionale (SAD) non è semplicemente la sensazione di avere meno energia quando arriva il freddo: è una forma di depressione caratterizzata da un andamento stagionale ricorrente. Tra i possibili sintomi della forma invernale figurano perdita di energia, difficoltà di concentrazione, maggiore bisogno di dormire, cambiamenti dell’appetito e ritiro sociale.

Il NIMH suggerisce di rivolgersi a un professionista sanitario quando i sintomi diventano più importanti, peggiorano o persistono.

Ascoltare il cambio di ritmo

L’autunno porta inevitabilmente con sé un ritmo diverso. Le giornate si accorciano, trascorriamo più tempo al chiuso e cambiano molte delle abitudini costruite durante l’estate.

Sentirsi temporaneamente un po’ meno energici può capitare. Dormire con regolarità, muoversi, cercare la luce naturale e prendersi cura dell’alimentazione sono piccoli gesti che possono accompagnare il passaggio alla nuova stagione.

Senza dimenticare una regola importante: se la stanchezza persiste o diventa difficile da gestire, non è necessario attribuirla all’autunno. Parlarne con il proprio medico è il modo migliore per comprenderne la causa.

Aty Lenzo


Scopri altri articoli e consigli nella Rubrica Salute e Benessere di L’altraitalia.

Scopri di più da L'altraitalia

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere