Genova 2026: novità e grandi mostre al Ducale

Palazzo Ducale di Genova, sede del cartellone culturale 2026 con mostre ed eventi

Scopri il Ducale 2026: arte, musica, letteratura e la Torre Grimaldina riaperta per un anno di cultura da non perdere.


Veniamo dalla presentazione a fine gennaio del nuovo programma di Palazzo Ducale, prestigioso contenitore e organizzatore genovese di eventi. Subito da rilevare come il cartollone 2026 sia ricco tanto di rivisitazioni quanto di nuove imprese culturali. E c’è anche una novità assoluta, sottolinea Sara Armella, Presidente della Fondazione Cultura: nel Ducale, come i genovesi amano chiamarlo, a pochi passi dal Teatro lirico Carlo Felice, da quest’anno sarà nuovamente visitabile la neorestaurata Torre Grimaldina, un tempo carcere che ospitò fra gli altri Niccolò Paganini e l’eroe risorgimentale Jacopo Ruffini.

Torre Grimaldina illuminata di sera a Genova, riaperta al pubblico nel 2026
Torre Grimaldina

Sara Armella ha inoltre individuato nel suo discorso introduttivo il segno distintivo dell’intero cartellone, la contaminazione. Nel programma convivono infatti i settori culturali più vari, dal teatro alla letteratura fino alla musica, alla scienza ed all’attualità. Se da un lato ritroviamo il tradizionale Festival Limes e la rassegna Storia in Piazza, che attirano pubblico da tutta Italia, fra le nuove imprese figurano il Palazzo di Libri, sorta di tributo riservato ai grandi del pensiero e della letteratura contemporanea, da Luciano Canfora a Dacia Maraini, e la rassegna omaggio alla Genova poetica “Cantautori, Pop e Rap”, a cura di Roberto Vecchioni, che vedrà come ospiti i Ricchi e Poveri, Moreno e e Olly.

Ma non mancheranno neppure le grandi mostre. Fra le più sonanti, annunciata per aprile 2026 l’esposizione dedicata a Mimmo Rotella a un ventennio dalla scomparsa: oltre cento opere provenienti da Musei, collezioni e fondazioni internazionali pubbliche e private, che racconteranno il glorioso percorso del Maestro, dalla nuova avanguardia con altre giovani future glorie (Pietro Consagra, Piero Dorazio, Achille Perilli, Carla Accardi) fino agli anni 50, quando Rotella, con la borsa di studio Fullbright si reca negli USA e inventa, ispirandosi ai manifesti pubblicitari, il suo famoso décollage in equilibrio fra cubismo e dadaismo. E infine, il decisivo incontro col critico francese Pierre Restany sancise la convinta adesione di Rotella ai canoni della Pop Art, mentre diventano leggendarie le sue iconiche immagini dei divi di Hollywood, da Liz Taylor e Marylin Monroe, a Marlon Brando ed Elvis Presley.

A marzo invece, prevista l’inaugurazione della fastosa retrospettiva “Van Dyck, l’Europeo” con ben 600 opere del Maestro fiammingo – quelle fra il 1621 e il 1627, il periodo italiano, in cui Genova è ancora protagonista, ma anche lavori rappresentativi del periodo fiammingo e di quello londinese – organizzate in dieci sezioni tematiche anziché cronologiche. Questo grazie alla collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella ed ai prestiti dei più prestigiosi Musei europei, dal Louvre al Prado al Thyssen Bornemitza fino alla National Gallery, senza trascurare l’apporto delle collezioni italiane, fra le quali la milanese Piancoteca di Brera,ì e i Musei Reali di Torino.

 

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