La cultura, amava commentare l’allora Ministro degli Esteri Lamberto Dini, è il petrolio d’Italia. Frase mai smentita, perché l’apporto del turismo che si rovescia annualmente nel Bel Paese, attirato da architetture, monumenti, Musei e gallerie, si fa ben sentire nel saldo della bilancia commerciale. E, declinando come è d’uso oggi il termine cultura nel suo plurale – perchè culture paritarie sono quelle che riportano ai tanti settori, dall’artigianato tradizionale al territorio fino alle credenze popolari e alle varianti linguistiche – fra sapere e saperi sono stati i benvenuti gli Stati Generali della Cultura lo scorso 16 ottobre a Firenze. Il capoluogo toscano, alla pari delle altre città prescelte (Napoli, Palermo e Torino), è da quella data divenuto di fatto uno dei quattro osservatori dei cambiamenti dell’industria culturale.

E il capoluogo lombardo? Da sempre Milano rappresenta un punto d’eccellenza per l’amore con cui i suoi cittadini hanno saputo conservare i propri templi culturali (un nome su tutti: il Teatro alla Scala) anche contribuendo al loro mantenimento. Al di là della prestigiosa Accademia di Brera, che data da fine ‘700, sono da citare come sedi artistiche d’eccellenza Palazzo Reale – la cui storia espositiva moderna inizia nel 1951 con una memorabile esposizione del Caravaggio – e il MUDEC, molto più recente perchè inaugurato nel 2015 nell’ex Fabbrica Ansaldo in concomitanza con l’Expo.
Facendo una breve carrellata attraverso quest’ultimo trimestre 2025, ci pare importante invitare tutti a Palazzo Reale, che sino al 6 gennaio 2026 ospiita la mostra – a ingresso gratuito .- “Art from Inside – Capolavori fra arte e scienza“, esposizione multimediale della Fondazione Bracco. Grazie a tecnologie avanzatissime e alla consulenza di Isabella Castiglioni, ordinario di Fisica applicata a Milano Bicocca e di Stefano Zuffi, storico dell’arte,la mostra racconta il percorso creativo delle opere dall’idea iniziale sino al capolavoro. Un lungo e tormentato cammino, quello dell’Artista, fra pentimenti e cambi di committenza, variazioni compositive e stratificazioni tecniche messe in evidenza con i poiù moderni strumenti diagnostici. Nove le opere esaminate, tutte di insigni Maestri, da Beato Angelico a Piero della Francesca fino al Caravaggio.
“Con questo progetto interdisciplinare”, ha affermato all’apertura Diana Bracco, Presidente della Fondazione omonima leader nel campo della diagnostica per immagini – offriamo al grande pubblico e in particolare ai più giovani l’opportunità di accedere a dimensioni normalmente invisibili, sotterranee, ma fondamentali. Per questo abbiamo voluto rendere la visita gratuita e aperta a tutti: se la conoscenza diventa un patrimonio condiviso genera un impatto profondo e duraturo nella comunità.”. A Milano, evidentemente, il mecenatismo non è morto.
Per concludere con Palazzo Reale, già annunciata la grande mostra “I Macchiaioli”, dal 3 febbraio al 14 giugno 2026 , prodotta dallo stesso Palazzo Reale, 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e Civita Mostre e Musei e promossa dal Comune di Milano.
Quanto al MUDEC, il prossimo 19 novembre attende il pubblico Chiharu Shiota, che ha rappresentato il Giappone alla Biennale di Venezia del 2015. L’Artista giapponese, noto per le istallazioni immersive su larga scala dove utilizza intricate reti di fili, presenterà l’opera monumentale The Moment the Snow melts””, creata appositamente per il MUDEC come preludio alla mostra “Il senso della neve”, parte integrante dellla programmazione culturale Milano-Cortina 2026..
Luisa Pavesio


Piu notizie
Il Salone del Libro di Torino
Sigmund Freud e l’Italia: i viaggi che cambiarono il padre della psicoanalisi
Le Stanze del Vetro: storia e bellezza di un’arte unica