Burattini, fili e identità: il teatro di figura italiano in mostra a Praga

Un ponte culturale tra Italia e Repubblica Ceca prende forma nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, dove fino al 26 agosto è possibile visitare la mostra Buratto, fili e bastoni. Un viaggio nell’universo del teatro di figura italiano, attraverso oltre 250 burattini, marionette e pupi provenienti dalla collezione Zanella/Pasqualini – Museo di Budrio (Bologna), una delle più ricche al mondo.

L’esposizione, curata dall’IIC e dal Teatrino dell’Es con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Praga, racconta oltre quattro secoli di storia teatrale, artigianato e immaginario popolare. Non solo pezzi unici e teatrini storici, ma anche un dialogo simbolico con la Repubblica Ceca, patria dell’UNIMA – l’Unione Internazionale delle Marionette – e terra con una lunga e raffinata tradizione marionettistica.

Una mostra che parla il linguaggio della memoria, dell’invenzione e della bellezza, ricordandoci quanto il teatro di figura continui a essere specchio della società e custode di un patrimonio immateriale che unisce generazioni e culture.


Sono oltre 250 i burattini, le marionette e i pupi che fino al 26 agosto “alloggeranno” nella Cappella barocca e nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura di Praga, provenienti da una delle principali raccolte mondiali di marionette e burattini: la collezione Zanella/Pasqualini – Museo di Budrio (Bologna), che conserva più di 35.000 pezzi unici da tutto il mondo. In esposizione a Praga sono presenti non solo marionette, burattini e pupi delle più importanti famiglie di burattinai italiane, ma anche scenografie, preziosi teatrini – tra cui un esemplare del XVIII secolo – case giocattolo, manifesti ed oggetti di scena.

Il percorso espositivo, presentato in un suggestivo allestimento che trasforma la Cappella Barocca dell’Istituto in un “multisala” con sette teatrini, ripercorre oltre quattro secoli di storia del teatro di figura italiano, con pezzi unici e di particolare significato: dal Carlo Magno marionetta di Pietro Datelin del 1587, all’Amleto di Pietro Resoniero del 1667 e all’Arlecchino di Labia; dal burattino ottocentesco di Augusto Galli, raffigurante Garibaldi, all’Orlando di Sebastiano Zappalà ed altri illustri pupi della scuola di Napoli, Catania, Palermo e Messina.

L’esposizione, organizzata dall’IIC e dal Teatrino dell’Es, con il patrocinio dell’Ambasciata d’Italia a Praga, vuole narrare le trasformazioni, la ricchezza e le tradizioni di un’arte – quella del Teatro di figura Italiano – che ha accompagnato e affascinato intere generazioni e che, reinventandosi, è ancora oggi un potente simbolo di creatività e tradizione. Non a caso, l’Opera dei Pupi è stata iscritta nella lista del Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO, un riconoscimento che celebra il valore universale di questa tradizione e la sua capacità di continuare a emozionare e a mantenere vive storie millenarie. Dalle marionette ai burattini, passando per i celebri pupi, queste figure si presentano oggi non solo come specchi complessi, a volte grotteschi, dell’umano o come semplici strumenti di svago, ma anche come creazioni di alto artigianato e ingegno, vere e proprie opere d’arte fatte di una pregevole mescolanza di scultura, pittura, sartoria e brillante architettura.

Come ha sottolineato la direttrice dell’Istituto, Marialuisa Pappalardo: “Buratto, fili e bastoni è una mostra che abbiamo pensato per gli spazi del nostro Istituto e che abbiamo voluto qui a Praga, in Repubblica Ceca, il paese in cui ha sede l’UNIMA – l’Unione Internazionale delle Marionette e in cui il teatro delle marionette da sempre propone spettacoli di grande raffinatezza e profondità. Potremmo dire che, con il teatro di figura, parliamo con i cechi la stessa lingua, avendo maturato nei secoli una sensibilità comune nel leggere oltre le risate, le ‘legnate’ e gli scherzi; a guardare oltre, per riflettere sulla contemporaneità”.

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