Il ruolo dei lavoratori a contratto ancora marginale

Si è svolta ieri la seduta della Commissione esteri della Camera dei Deputati che ha approvato la relazione alla Commissione bilancio per le parti di competenza della legge di bilancio per il 2023 e, in questo scenario, è stato dato parere favorevole ad un emendamento, sollecitato dal MAECI, che prevede- tra le altre cose – un rifinanziamento di appena 500mila del fondo per il riadeguamento retributivo del personale a contratto, con una decurtazione, incomprensibile, di 300mila euro rispetto a quanto previsto appena 12 mesi fa”. Lo dichiara in una nota, Iris Lauriola Segretario nazionale Confsal-Unsa esteri.

Come ormai notorio, – spiega Lauriola – le risorse del fondo in premessa sono state faticosamente rifinanziate anche attraverso un intervento sindacale in sede parlamentare che, in ultimo, ha condotto, esattamente un anno fa, al rifinanziamento di 800mila euro per l’anno 2022,  ma quest’anno pare che si prediliga la politica del downgrade, poiché, malgrado il numero crescente di Paesi da cui provengono le richieste di riadeguamento e le elevate percentuali di riadeguamento richieste, malgrado la vistosa crisi internazionale che – come noto – sta comportando un deprezzamento dell’euro da quasi 12 mesi, e malgrado l’erosione del potere di acquisto degli stipendi degli impiegati a contratto, si è passati da un rifinanziamento di 800mila a 500mila euro”.

Il Presidente Tremonti, – spiega Lauriola – rispondendo alle sollecitazioni delle opposizioni che segnalavano l’esiguità di questo finanziamento, ha sottolineato che la previsione di spesa di 500 mila euro è stata prospettata dagli uffici dello stesso Ministero. A questo punto ci chiediamo, quale sia la ratio di questo rifinanziamento  se appena 12 mesi fa questo ammontava a 300mila euro in più?”

Perché non si è prediletto un atteggiamento prudenziale assimilabile a quello vistosamente prudenziale assunto per le misure dell’articolo 129 della legge di bilancio? – sottolinea Lauriola – i cui oneri sono stati maggiorati rispetto alla situazione attuale degli organici all’estero, essendo applicato un coefficiente di incremento forfettario prudenziale del 15% che comprende anche una quota di riserva per rischi derivanti da potenziali e future oscillazioni sfavorevoli del tasso di cambio e altri fattori di incertezza. Pertanto, alla luce dell’approccio prudenziale prediletto dall’Amministrazione che ha incrementato di una percentuale importante l’onore reale della misura,  sarebbe stato un segnale positivo consentire un incremento – esso stesso prudenziale – del fondo in premessa anche attingendo dai 22,1 milioni di euro di cui al citato articolo 129”.

Lauriola conclude: “L’unico riconoscimento dato dalla Commissione esteri alla categoria meno tutelata del MAECI è avvenuto in una timida osservazione al parere, nella quale si chiede alla Commissione di merito di valutare l’opportunità di disporre il potenziamento delle risorse umane del MAECI, anche con specifiche disposizioni relative al personale a contratto, senza che sia stata fatta alcuna specifica sull’ammontare del citato fondo. Chiediamo pertanto che in Commissione Bilancio ci sia spazio anche per gli impiegati a contratto attraverso l’approvazione degli emendamenti depositati da alcuni parlamentari che elevano il finanziamento perlomeno a 1milione di euro, al fine di dare ossigeno ai nostri lavoratori che diversamente saranno ancora una volta presi in giro”

CONFSAL-UNSA

COORDINAMENTO ESTERI

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