Italiani nel mondo

I giovani italiani di Basilea lanciano il “Progetto GIR” (giovani italiani in rete) di Marianna Sica

“Siamo quelli che si chiedono perché il mondo, a partire dalle istituzioni del nostro Paese,
non potrebbe funzionare molto meglio, e che non rinunciano a mescolare l’energia con la
rabbia per alimentare la speranza di cambiare non qualcosa, ma tutto.
Tanti di noi hanno vissuto in più paesi e città, i nostri genitori e i nostri nonni vengono da
regioni diverse dell’Italia e del mondo, anche sforzandoci non riusciamo a vedere questa
diversità come un problema, perché per noi, da sempre, è una ricchezza.”
E’ con la lettura della Carta di Palermo, redatta al termine delle giornate (16-19 Aprile) che
hanno visto 115 giovani italiani provenienti dai 5 Continenti impegnati nel Seminario
organizzato dal Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che ha avuto inizio l’evento
ideato dai giovani delegati del Comites di Basilea.
Dopo la proiezione di un breve video riassuntivo delle giornate seminariali, i ragazzi hanno
dato la parola agli esponenti delle diverse Istituzioni e Enti italiane presenti nel mondo a
supporto della comunità di connazionali. L’intento, pienamente raggiunto, era quello di
offrire ai giovani italiani residenti nella circoscrizione consolare di Basilea, una
panoramica degli organismi e degli strumenti che la nuova, come anche la più tradizionale,
mobilità ha a disposizione all’estero a sostegno del processo integrativo.
Hanno preso, così, parola il Console d’Italia a Basilea, Avv. Pietro Maria Paolucci, che ha
manifestato soddisfazione per iniziative di tal genere incentrate sul coinvolgimento diretto
dei giovani connazionali all’estero, spinti alla riflessione ed elaborazione di nuovi
strumenti e modi di agire capaci di agevolare una piena espressione della nostra essenza di
cittadini italiani nel mondo; A seguire la Presidente del Comites di Basilea, Nella Sempio,
ha presentato ai giovani intervenuti le finalità e gli strumenti dei 107 Comites presenti in
tutto il mondo, portando l’attenzione sull’unicità e importanza di tali organi di
rappresentanza all’estero che contribuiscono ad individuare le esigenze di sviluppo sociale,
culturale e civile della comunità di riferimento, promuovendo opportune iniziative a
sostegno del processo di integrazione, con particolare riguardo alla partecipazione dei
giovani, alle pari opportunità, all’assistenza sociale e scolastica, alla formazione
professionale e al settore ricreativo. In questa direzione anche l’intervento di Francesco
Miceli, dell’Associazione Solidarietà e Diritti e responsabile della nuova pagina Facebook
Italiani in Movimento/Svizzera che ha il precipuo scopo di fornire informazioni,
consulenza e supporto a tutte le italiane e italiani, residenti in Svizzera o di nuovo arrivo,
per affrontare i piccoli e grandi problemi della vita quotidiana in terra straniera.
Al termine di questo primo giro di interventi, i giovani delegati del Comites di Basilea,
prima di dare la parola ai rappresentati del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero
presenti all’iniziativa, hanno condiviso con i giovani e gli intervenuti, la loro personale
esperienza di cittadini “mobili” e soprattutto le loro impressioni sul Seminario di Palermo
e il portato che tale esperienza ha reso loro. L’entusiasmo con cui i giovani delegati hanno
restituito le loro esperienze, e aspettative post-Seminario, ha contagiato l’intera sala. La
parola, dunque, è passata al Segretario Generale del CGIE, Michele Schiavone che ha
ringraziato gli organizzatori e stimolato altre e nuove iniziative e progetti che vedano
protagonisti diretti i giovani. Roger Nesti, rappresentate CGIE per la Svizzera ha portato i
suoi saluti confermando la sua piena disponibilità per la comunità di connazionali ivi
presenti. Infine, in collegamento Skype da Parigi, è intervenuta la Presidente, Maria Chiara
Prodi, della Commisione VII del CGIE, dedicata proprio alle Nuove Migrazioni e
Generazioni Nuove. Maria Chiara Prodi ha restituito ai presenti il percorso che la
Commissione VII, con il sostegno del CGIE tutto, ha affrontato nell’ideare, promuove e

organizzare il Seminario di Palermo. Le difficoltà materiali, gli entusiasmi impagabili e le
prospettive sorte da una tale esperienza, che in primis i giovani auspicano ripetibile.
La parola, dunque, è tornata nuovamente ai due giovani delegati del Comites di Basilea che
hanno condiviso con i presenti i principali progetti elaborati a Palermo e in cui attualmente
sono impegnati, con il sostegno e l’ausilio del CGIE. L’attenzione è stata posta soprattutto
sulla continuità di quanto vissuto ed elaborato durante il Seminario, sull’importanza
dunque di costruire reti territoriali e globali capaci di tenere insieme e connettere
aspettative, desideri e diritti dei nostri giovani italiani nel mondo. In questa direzione e con
queste finalità, i due delegati, all’interno della cornice di quest’iniziativa da loro proposta,
hanno lanciato il progetto “GIR – GIOVANI ITALIANI IN RETE (https://
www.facebook.com/girsvizzera/), raccogliendo dunque la sfida del Seminario di Palermo e
iniziando la costruzione di una rete territoriale capace di unire i bisogni e i desideri dei
giovani italiani in Svizzera e nel mondo e promuovere una partecipazione attiva e diretta
degli stessi nel miglioramento dell’esperienza di mobilità, offrendo il proprio contributo
non solo nei paesi di nuova residenza ma anche al Sistema Italia.
Il nostro augurio, allora, è che cento e mille progetti come GIR sboccino nel mondo,
sempre più bisognoso, oggi come non mai, della luce e della passione della gioventù.
“Sta a noi non vedere scomparire le lucciole. Ma per fare ciò dobbiamo acquisire
la libertà di movimento, il ritirarsi che non sia ripiegamento su noi stessi, la
facoltà di fare apparire scintille di umanità, il desiderio indistruttibile. Noi stessi
dobbiamo dunque trasformarci in lucciole e riformare, così, una comunità del
desiderio, una comunità di bagliori, di pensieri da trasmettere. Dire sì nella notte
attraversata dai bagliori, e non accontentarsi di descrivere il no della luce che ci
rende ciechi”. Georges Didi-Huberman

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