Italiani nel mondo

Garavini, Schirò, Ungaro (Pd) – Le battaglie di parte guelfa dell’onorevole Billi

“L’onorevole Simone Billi, nonostante la recente funzione di presidente del Comitato per gli italiani nel mondo della Camera, che dovrebbe indurlo ad un maggiore equilibrio e spirito istituzionale, non smette i panni di parte guelfa e se la prende con l’Ambasciatore Marco Del Panta per il fatto che per il diplomatico si parlerebbe di un’eventuale candidatura a Firenze nelle prossime elezioni amministrative”.

Lo dichiarano i Parlamentari PD eletti in Europa: Garavini, Schirò e Ungaro.

“Billi, nella sua richiesta di dimissioni all’Ambasciatore (“o Ambasciatore in Svizzera o candidato”) dimostra intanto di ignorare che il diplomatico ha concluso da poco il suo mandato in Svizzera ed è in attesa di nuovo incarico. L’esponente leghista, poi, si mette disinvoltamente sotto i piedi una legge dello Stato che consente ai dipendenti pubblici di qualsiasi amministrazione di essere in aspettativa finché dura il mandato elettivo. Ma, ormai, si sa: l’obiettività e la precisione per l’on. Billi e la legalità per i leghisti sono optional sempre più evanescenti”.

“Piuttosto, da “cittadino e da parlamentare”, come si autodefinisce, dovrebbe forse dire qualche parola non su opzioni elettorali, precisamente regolamentate da norme in vigore e comunque soggette alle libere scelte degli elettori, ma sullo scempio della competizione di potere, con il suo partito in prima fila nell’occupazione di funzioni pubbliche che gridano letteralmente vendetta. Una per tutte, la nomina di Paolo Savona alla CONSOB”.

“Se poi l’on. Billi, tra una polemica più o meno campata in aria e l’altra, si ricordasse anche degli italiani all’estero, magari per assolvere a giorni dispari il suo nuovo incarico, ne troverebbe di cose da trattare: dalla riduzione dei parlamentari della circoscrizione Estero all’esclusione dal reddito di cittadinanza e da quota 100, dalla riduzione dei finanziamenti per COMITES e CGIE alla mancata proroga del Fondo per il sostegno della lingua e della cultura italiana nel mondo, dall’abbandono della nostra comunità in Venezuela, che prima delle medicine chiede di essere liberata da una dittatura, alla punizione fiscale dei ricercatori che sono rientrati in Italia, richiamati da una legge dello Stato. E via dicendo”.

“Ma purtroppo si sa, i leghisti si accorgono che non sono più all’opposizione solo quando di tratta di usare gli strumenti di governo per alimentare le loro campagne di paura e di odio e quando si tratta di spartenze di potere. E l’on. Billi, purtroppo, non fa eccezione”.

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