Italiani nel mondo

I 50 anni dell’Associazione Bellunesi nel Mondo in Svizzera

Una serata per ricordare, ma soprattutto per sottolineare quanto l’Associazione Bellunesi nel Mondo, attraverso per le proprie Famiglie, ha fatto in Svizzera nel corso dei suoi 50 anni di attività.

Era il 28 ottobre del 1966 quando, alla Casa d’Italia di Zurigo, con la presenza di oltre quattrocento bellunesi provenienti da tutta la Svizzera, venne consegnato il gonfalone dall’ingegnere Vincenzo Barcelloni Corte, ideatore e presidente Abm di Belluno. L’indomani, il 29 ottobre, fu la volta della Famiglia di Basilea. Le due cerimonie ebbero gran riscontro in provincia. I giornali ne scrissero, riassumendo il fatto storico ed evidenziando l’entusiasmo degli emigranti finalmente uniti in una sola associazione: l’ABM. Evidente era la speranza e la voglia di cambiare, di avere un collegamento diretto con la patria e con le autorità provinciali, per non sentirsi soli ad affrontare i numerosi problemi sociali in loco e in Italia.
A distanza di mezzo secolo ci si è ritrovati nuovamente a Zurigo per festeggiare assieme questo importante traguardo. Una serata, quella di sabato 24 settembre, che ha visto la partecipazione delle Famiglie di Basilea, Clarona, Argovia e Soletta, Lucerna, Lugano, Winterthur oltre a diverse autorità locali e italiane.

A fare gli onori di casa – riporta l’Abm – un commosso Saverio Sanvido, presidente da ventisette anni della Famiglia Bellunese di Zurigo e coordinatore delle Famiglie ABM in Svizzera: “Sono passati 50 anni, molte cose sono cambiate, ma di certo sono rimaste ben salde le nostre radici italiane e bellunesi e soprattutto quel senso di solidarietà che ci ha fatto rimanere uniti e che ci ha permesso di raggiungere numerosi traguardi facendoci rispettare e considerare dal popolo svizzero”.
Parole di plauso sono giunte anche dal Console generale Giulio Aliano che ha garantito la massima disponibilità nell’operare assieme per iniziative culturali rivolte agli italiani residenti a Zurigo.

“Faccio parte della nuova generazione di emigranti 2.0 e posso affermare che i circoli italiani, e in particolar modo la Famiglia Bellunese di Zurigo, è un vero punto di riferimento per chi decide di rifare le valige – il pensiero dell’on. Alessio Tacconi che ha continuato mettendo in evidenza come – dobbiamo essere orgogliosi dei nostri storici emigranti”.
“Orgogliosi, ma anche riconoscenti – l’omaggio di Franco Narducci, presidente dell’Unaie – perché è grazie a voi se adesso in Svizzera abbiamo ottenuto diritti e considerazione. Non dimentichiamoci che nel 1970, con il referendum di James Schwarzenbach, abbiamo vissuto momenti davvero difficili. Fortuna che il popolo svizzero, anche se con una minima percentuale, a quell’epoca decise di votare contro”.
Dello stesso parere Luciano Alban, vice presidente della Consulta dei Veneti nel Mondo: “Il nostro associazionismo ha fatto grandi cose e adesso ci troviamo in una nuova fase in cui si continua ad emigrare, ma in modo diverso. I giovani ci sono e con essi dobbiamo costruire un nuovo percorso fatto di progettualità e non di soli circoli”.

Presenti a questo importante incontro svizzero anche Patrizio De Martin, il primo presidente della Famiglia Bellunese di Zurigo, e Vincenzo Barcelloni Corte, il primo presidente dell’Associazione Bellunesi nel Mondo. Fu proprio De Martin a ricevere, nel 1966 dalle mani di Barcelloni, il gonfalone dell’associazione sotto la benedizione del vescovo Gioachino Muccin. “La solidarietà è stato il vero motore dell’ABM – il commento di De Martin – e senza di essa non avremmo potuto fare nulla né in Svizzera, né a Belluno e nemmeno nelle altri parti del mondo”. Sentimenti nobili sono stati espressi da Barcelloni Corte: “Se abbiamo fatto tutto questo è grazie all’amore per la nostra terra. Vogliamoci bene e guardiamo al futuro con entusiasmo, senza guardare al passato e senza temere le sfide”.
Il presidente ABM Oscar De Bona, assieme alla vice Patrizia Burigo e ai consiglieri Patrizio De Martin, Mila Burlon, Emilio Dalle Mule e Pio Carrera per la “Monte Pizzocco” ha consegnato alle Famiglie Bellunesi della Svizzera una pergamena ricordo, con una medaglia dedicata al 50°. “Siete stati il nostro motore – il commento di De Bona – tenete duro e andate avanti. Non dobbiamo dimenticare chi ci ha preceduto e dobbiamo proseguire anche per loro”.

A concludere il giubileo svizzero il vescovo della diocesi di Belluno-Feltre monsignor Renato Marangoni: “Non abbiate paura e continuate a fare della “battaglie” buone. I bellunesi sono nel mondo e questo ci fa capire quanti siamo e dove siamo e soprattutto cosa abbiamo fatto. Vogliamoci bene e amiamo noi stessi e le persone con le quali condividiamo il nostro viaggio terreno”.
Il giorno seguente, domenica 25 settembre, la delegazione bellunese si è recata al santuario di Einsiedeln.
Questo santuario ha un valore simbolico per i bellunesi e in particolar modo per l’Associazione Bellunesi nel Mondo.
Nell’agosto del 1978 fu fondato il CAVES, Comitato Associazioni Venete Emigranti in Svizzera, divenuto nel 2006 Confederazione Associazioni Venete in Svizzera. La presentazione ufficiale si tenne proprio ad Einsiedeln.

Alla manifestazione accorsero da tutta la Svizzera e dall’Italia circa settemila persone, fra queste monsignor Ducoli, vescovo di Belluno-Feltre, che rappresentò anche il Patriarca di Venezia Albino Luciani, da pochi giorni eletto Papa (Giovanni Paolo I). Quest’ultimo si scusò con uno scritto personale per non poter essere presente a causa, appunto, della sua nomina a Pontefice. Come tutti ricordano, dopo pochi giorni di pontificato morì, lasciando nel cuore molta tristezza.
Dopo la visita al santuario la comitiva bellunese, composta da un’ottantina di persone, ha partecipato alla funzione religiosa celebrata nella cappella da monsignor Renato Marangoni e concelebrata da don Natale Trevisan, monsignor Umberto Antoniol e don Roberto De Nartin.
Lo stesso vescovo di Belluno monsignor Marangoni, durante l’omelia, ha ricordato l’importante ruolo degli emigranti e di quanto sia doveroso mantenere vivi i rapporti con la propria terra.

“Sono state tre giornate intense per il gruppo partito da Belluno attraverso un viaggio organizzato dall’ABM, ma di certo questi momenti non saranno facilmente dimenticati”, il commento dell’associazione. “L’accoglienza da parte delle Famiglie Bellunesi in Svizzera è stata speciale. Prima lungo l’autostrada con la Famiglia di Lugano che ha offerto per tutti un rinfresco, dopo con la Famiglia di Zurigo che, oltre a curare la serata di galà, si è prestata come guida per la visita alla città”.

(aise) 

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