Italiani nel mondo

Equitalia: come si devono tutelare gli italiani all’estero?

Mi sono giunte alcune segnalazioni, ma ho la sensazione che il fenomeno sia piuttosto diffuso, da cittadini italiani residenti all’estero i quali hanno ricevuto cartelle esattoriali di Equitalia con la richiesta di pagamento di somme che vanno da poche decine a migliaia di euro. Lettere raccomandate contenenti intimazioni di pagamento di somme gravate da interessi e sanzioni varie.

Si può immaginare la sorpresa e lo sconcerto dei nostri connazionali che spesso sono emigrati decine di anni fa e che quindi si chiedono “ma che diavolo è questa cosa…”. Alcuni di loro sostengono addirittura di aver ricevuto avvisi di pagamento per imposte sui rifiuti solidi urbani relative ad anni recenti anche se non hanno mai posseduto una casa in Italia o comunque non ci vivono da decine di anni, oppure richieste di restituzione di indebiti relativi a emolumenti arretrati (per lavoro o pensione) soggetti a tassazione Irpef separata. Insomma sembrerebbe che la pervicacia vessatoria dell’esattore delle tasse colpisca quindi anche all’estero.

Le lettere di Equitalia sono state spedite in Europa, in Australia e nelle Americhe, senza discriminazione geografica. In effetti l’articolo 142 del codice di procedura civile disciplina la notificazione di una cartella esattoriale a persone non residenti, né dimoranti, né domiciliati nella Repubblica italiana, stabilendo che se il  destinatario non ha residenza, dimora o domicilio nello Stato e non vi ha eletto domicilio o costituito un procuratore, l’atto è notificato mediante spedizione al destinatario per mezzo di posta raccomandata e mediante consegna di altra copia al Ministero degli Affari Esteri per la consegna alla persona alla quale è diretta.

Ciò che succede in pratica – ce lo ha riferito l’Aduc, l’Associazione per i diritti degli Utenti e dei Consumatori –  è che le cartelle destinate ai cittadini italiani residenti all’estero iscritti all’AIRE devono essere trasmesse dagli agenti della riscossione agli uffici locali dell’agenzia delle entrate territorialmente competente sulla base del domicilio fiscale del debitore, ovvero del luogo dove il soggetto ha prodotto il proprio reddito.

L’agenzia delle entrate avvia quindi una procedura di mutua assistenza tra paesi esteri in materia di notifiche affinché l’atto giunga al destinatario (in primis deve tener conto delle eventuali convenzioni internazionali tra i paesi interessati, poi può tentare l’utilizzo delle autorità consolari per poi arrivare all’affissione di un avviso nell’albo dell’ufficio giudiziario davanti a cui si procede con spedizione di una copia al destinatario per raccomandata a/r, come appunto recita l’art.142 c.p.c.).

E’ bene essere consapevoli che una cartella esattoriale, così come un avviso di pagamento, è un atto recettizio che produce effetto dal momento in cui perviene a conoscenza della persona alla quale è destinata (articolo 1344 del Codice civile).

A chi chiedere chiarimenti ed informazioni nel caso in cui si dovessero ricevere le cartelle esattoriali di Equitalia?

Se si ritiene che Equitalia abbia legittimamente inviato l’intimazione di pagamento, per avere informazioni sulla notifica, su come pagare, sulla scadenza, sugli interessi, etc.etc. e le eventuali procedure per un eventuale mancato pagamento, ci si dovrà rivolgere direttamente allo stesso agente della riscossione (nominativi e recapiti telefonici o postali, sono indicati nella cartella).

Se invece si hanno fondati dubbi sulla correttezza della cartella esattoriale o si pensi che si tratti di un errore, l’organo a cui rivolgersi è l’ente impositore specificato nella sezione “DETTAGLIO DEGLI ADDEBITI” (il comune,  l’Agenzia delle Entrate, etc. etc. Giova ricordare che per tutte le informazioni sulla propria situazione debitoria si può accedere al “Servizio Estratto conto online di Equitalia” munendosi di PIN e per seguire questa strada consigliamo di rivolgersi ad un buon patronato.

Per quanto mi riguarda mi attiverò presso tutte le istituzioni competenti per sottolineare e far capire che le informazioni e le procedure di riscossione per i residenti all’estero devono essere rese da parte degli enti interessati più semplici, più trasparenti e più accessibili in modo tale che i nostri connazionali possano essere informati e tutelati al meglio.

On. Marco Fedi

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