Italiani nel mondo

Storie di italiani che ritornano in patria

In un’epoca in cui la tendenza è quella di partire, c’è chi invece ritorna in Italia, facendo tesoro dell’esperienza passata all’estero. Nell’edizione italiana per gli emigrati del“Messaggero di sant’Antonio” di aprile sono due gli articoli dedicati a questo tema.
“Be Back, tendenza rientro”, di Sagida Syed, presenta un nuovo progetto dedicato ai giovani italo-londinesi che vorrebbero rientrare in patria anche se non esistono i presupposti lavorativi per farlo. A idearlo il pugliese Angelo Iudice, di stanza a Londra dal 1981, fondatore e presidente dell’associazione Accademia Apulia. La sua intuizione: facilitare il rientro dei nostri connazionali che hanno acquisito un know-how nella capitale inglese, per rimpolpare di competenze il tessuto professionale peninsulare.
Liliana Rosano, in “Il coraggio di tornare”, racconta invece una storia di emigrazione di rientro. È quella di Loredana Vivera, siciliana, globetrotter per undici anni, oggi a capo di un’azienda vitivinicola, fondata sulle terre di famiglia. Un ritorno in patria voluto e consapevole, il suo, perché, come ha raccontato al “Messaggero”, “certe esperienze si fanno solo vivendo all’estero. La vita fuori ti apre la mente, ti porta a contatto con culture e mondi diversi”.
Continua, anche in questo numero, il viaggio intorno al mondo alla scoperta degli chef italiani che spopolano. Anche a Melbourne, in Australia, sono i fornelli tricolore ad allietare i palati locali. Stefano Rassu, ristoratore sardo di Aritzo, in provincia di Nuoro, si racconta nell’articolo di Germano Spagnolo “A Melbourne il pomodoro è sardo”. Già con una grande esperienza di chef e manager in Italia, a 28 anni, nel 2007, ha deciso di mollare tutto e partire verso la terra dei canguri. Benché oggi abbia la cittadinanza australiana, il suo cuore rimane sardo e lui continua a promuovere la sua amata isola. (aise) 

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