Uber svela i numeri del 2025, anno in cui il servizio ha raggiunto tutti e 26 i cantoni, e lancia il suo primo “Atlante” svizzero. Dai viaggi più lunghi alle mete più amate, ecco cosa dicono le corse degli svizzeri.
Il cliente più assiduo: più di tre corse al giorno
Lo zurighese che ha totalizzato 1’260 corse nell’anno si conferma il vero protagonista dell’Atlante. Una media superiore a tre corse al giorno, tra spostamenti quotidiani e viaggi occasionali, dimostrando che Uber è ormai parte della routine di molti svizzeri.
Corse “da record”: non solo brevi tragitti
Non mancano gli utenti che hanno scelto Uber per viaggi fuori porta. Il percorso più lungo registrato collega Basilea a Belleville, in Francia, per 323 chilometri. Poco distante, un’altra corsa da Lugano a Venezia ha coperto 318 chilometri, confermando che l’app non serve solo per brevi spostamenti cittadini.
Orari diversi, città diverse
L’uso di Uber varia significativamente tra le città. A Zurigo, Basilea e Ginevra, la maggior parte delle corse si concentra tra le 5 e le 8 del mattino, mentre a San Gallo, Lucerna e Berna sono le ore notturne, tra le 22 e le 4, a dominare, probabilmente a causa di collegamenti pubblici meno frequenti nelle prime ore della notte.
Generosità a confronto: il record delle mance
Gli svizzeri non sono timidi con le mance. A Ginevra è stato registrato il record assoluto, con un cliente che ha lasciato 151 franchi per una singola corsa. Berna, Lucerna e il Vallese si distinguono per riconoscenza, mentre Vaud, Ticino e Friburgo si confermano più parsimoniosi.
Le mete più gettonate
La maggior parte delle corse avviene nelle grandi città, soprattutto nei principali snodi di trasporto: gli aeroporti di Zurigo e Ginevra e la stazione di Basilea. In Ticino, le destinazioni più popolari includono Villa Principe Leopoldo, la stazione di Lugano e Villa Sassa, confermando come Uber segua il ritmo della vita urbana e degli eventi locali.


Piu notizie
Quando la pubblicità decide il tuo voto
Crans Montana: 30 chili di capelli per ridare dignità alle vittime dell’incendio
Canone a 200 franchi? Il risparmio che rischia di costarci di più