Approvata con una maggioranza risicata l’iniziativa PLR contro la “penalizzazione del matrimonio”. Il popolo potrebbe essere chiamato a decidere.
Martedì 3 giugno, il Parlamento svizzero ha approvato – seppure con uno scarto minimo – l’iniziativa popolare per introdurre la tassazione individuale delle coppie sposate. Dopo il sì del Consiglio nazionale, anche il Consiglio degli Stati ha dato il suo sostegno con 23 voti favorevoli contro 22.
L’iniziativa è stata promossa dalla sezione femminile del PLR e mira a eliminare quella che da anni viene definita la penalizzazione fiscale del matrimonio. Attualmente, in Svizzera, i redditi dei coniugi vengono sommati e tassati congiuntamente, generando – in molti casi – un onere fiscale maggiore rispetto alle coppie non sposate.
“La società è cambiata. Nella maggior parte delle famiglie, entrambi i genitori lavorano, ma sono penalizzati dal punto di vista fiscale”, ha dichiarato il consigliere agli Stati Hans Wicki (PLR).
Un sistema fiscale da riformare
Il sistema attuale risale a un’epoca in cui era comune che uno solo dei partner lavorasse. Oggi, invece, la maggioranza delle coppie con figli ha due redditi, e l’imposizione congiunta risulta spesso penalizzante. La tassazione individuale permetterebbe di tassare ogni coniuge separatamente, in base al proprio reddito, come già avviene per le coppie conviventi.
Una riforma a rischio
Nonostante l’approvazione parlamentare, il cammino della riforma non è ancora concluso. Il prossimo passaggio cruciale sarà la votazione finale del 20 giugno, ultimo giorno della sessione estiva. Visto il margine di voto molto stretto, il progetto potrebbe ancora naufragare.
Ma anche se il Parlamento confermasse la riforma, l’ultima parola potrebbe spettare al popolo svizzero. Secondo la Radiotelevisione svizzera tedesca SRF, ambienti conservatori hanno già annunciato il lancio di un referendum contro l’iniziativa.
Un tema che divide
I sostenitori della tassazione individuale la considerano una misura di equità fiscale e modernizzazione sociale. I detrattori temono però una perdita di entrate fiscali per lo Stato e sostengono che la riforma possa avvantaggiare soprattutto le coppie ad alto reddito.
Il dibattito è aperto e il tema – come spesso accade in Svizzera – potrebbe finire nelle mani dei cittadini. Un eventuale voto popolare si trasformerebbe in una riflessione collettiva su famiglia, lavoro e giustizia fiscale in una società che cambia.


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