8 miliardi di persone, ma sempre meno voglia di fare figli

Negli anni ’20 del Novecento, sul nostro pianeta vivevano circa 1,9 miliardi di persone. Oggi siamo oltre 8 miliardi, secondo i dati delle Nazioni Unite. In pratica, la popolazione mondiale è più che quadruplicata in cento anni, e la Terra comincia a sembrarci un po’ stretta.

Per fare un confronto, nel 1492—anno della scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo—c’erano solo 500 milioni di abitanti nel mondo. Questo ci fa capire quanto la crescita della popolazione sia stata rapida negli ultimi secoli. A un certo punto, però, era inevitabile porsi dei limiti. Alcuni governi hanno cercato di contenere le nascite con misure molto rigide, come la Cina, che tra il 1979 e il 2013 ha imposto la famigerata “politica del figlio unico”, con conseguenze anche drammatiche. Altri paesi hanno preferito puntare sull’informazione e sull’uso degli anticoncezionali, ma con scarsi risultati.

Oggi però, quasi senza che ce ne accorgessimo, le nascite stanno calando in tutto il mondo. Dal 1970 in poi, il numero medio di figli per donna è diminuito ovunque. In molti stati è ormai sotto il livello di “sostituzione” (2,1 figli per donna), cioè quello che serve per mantenere stabile la popolazione nel tempo. Sotto questa soglia, le popolazioni iniziano a ridursi. In Europa, per esempio, sono quasi sparite le differenze di natalità tra i paesi cattolici e quelli protestanti: l’Italia ha un tasso molto basso (1,21), ancora più basso di quello del Regno Unito (1,44).

Le ragioni? Tante e spesso discusse: ritmi frenetici, donne sempre più impegnate nel lavoro, uomini stressati, desiderio di autonomia, meno voglia di avere una famiglia. Ma alla fine molti esperti concordano su un punto: si fa meno sesso rispetto al passato. Un sondaggio del 2020 ha mostrato che tra i giovani dai 20 ai 24 anni, l’attività sessuale è in netto calo rispetto alle generazioni precedenti. Tra il 2000 e il 2018, la percentuale di ragazzi tra i 18 e i 24 anni che non avevano avuto rapporti nell’anno precedente è passata dal 19% al 31%.

Il perché preciso resta poco chiaro. Una ricerca pubblicata dal British Medical Journal ha ipotizzato addirittura che l’iPhone, uscito nel 2007, possa aver contribuito al calo, cambiando il modo in cui ci relazioniamo e rendendo i contatti più virtuali. In altre parole: forse, anche in questo caso, la tecnologia ci ha cambiato più di quanto pensassimo.

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