Il legame tra l’uomo e la mela è molto antico. Fin dai tempi più remoti, gli esseri umani si sono nutriti di mele, inizialmente selvatiche e poi coltivate. Gli antichi Greci, già esperti in tecniche agricole avanzate, praticavano l’innesto per migliorare la qualità di questo frutto. Oggi la mela è tra i frutti più diffusi al mondo, con oltre 7.000 varietà che si distinguono per forma, sapore e proprietà nutritive: alcune sono piccole come ciliegie, altre raggiungono le dimensioni di un pompelmo.
Nessun altro frutto ha avuto un impatto così profondo nell’immaginario collettivo. Miti, fiabe, leggende e persino il marketing moderno sono ricchi di riferimenti alla mela. Nel racconto biblico della Genesi, il frutto proibito che porta alla cacciata di Adamo ed Eva dal paradiso terrestre è spesso identificato con una mela. Nella mitologia greca, la mela della discordia scatena la guerra di Troia, mentre una delle fatiche di Ercole consiste nel raccogliere le leggendarie mele d’oro del giardino delle Esperidi.
Nelle fiabe, Biancaneve cade in un sonno profondo dopo averne mangiato una avvelenata. La mela compare anche nelle leggende arturiane: Avalon, l’isola legata a Re Artù, significa proprio “isola delle mele”. Non mancano poi episodi storici e aneddoti celebri legati a questo frutto: Guglielmo Tell, secondo la tradizione, colpì con una freccia una mela posta sulla testa del figlio, mentre la caduta di una mela avrebbe ispirato a Isaac Newton la teoria della gravitazione universale.
Anche nella cultura moderna la mela ha un ruolo simbolico: New York è soprannominata “la grande mela”, la Apple Records è stata la casa discografica dei Beatles e il celebre logo della Apple rappresenta proprio una mela morsicata. Infine, da sempre la mela è considerata un alimento salutare, come testimonia il famoso proverbio, diffuso anche in inglese: “Una mela al giorno toglie il medico di torno”.
Appartenente alla famiglia botanica delle Rosaceae, l’albero delle mele cresce in zone dal clima fresco e con un’esposizione soleggiata. Può superare i 10 metri di altezza a seconda della varietà e delle tecniche di potatura. Fiorisce in primavera, quando si ricopre di piccoli fiorellini bianco rosati. I fiori sono fondamentali per l’impollinazione. La mela è un falso frutto, poiché la parte edibile deriva dal ricettacolo del fiore e non dall’ovario.
RACCOLTA
Il periodo di raccolta delle mele dipende dalla varietà e dalla zona climatica, ma generalmente avviene tra la fine dell’estate e l’autunno, da agosto a ottobre.
CONSERVAZIONE
Le mele si mantengono fresche più a lungo se conservate nel cassetto della frutta a una temperatura tra 0 e 4°C. Separate dalle altre frutte e verdure, perché rilasciano etilene, che accelera la maturazione. Si possono congelare tagliandole a fette e immergendole in acqua con succo di limone per evitare che anneriscano. Poi vanno messe in sacchetti da freezer.
Ricche di fibre: favoriscono la digestione, migliorano la regolarità intestinale e aumentano il senso di sazietà.
Antiossidanti naturali: contengono flavonoidi e polifenoli che contrastano i radicali liberi, rallentando l’invecchiamento cellulare.
Alleate del cuore: aiutano a ridurre il colesterolo LDL (“cattivo”) e a migliorare la salute cardiovascolare.
Regolano la glicemia: il loro indice glicemico relativamente basso e la presenza di fibre aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue.
Supportano il sistema immunitario: grazie alla vitamina C e ad altri fitonutrienti, aiutano a rafforzare le difese dell’organismo.
Migliorano la salute del cervello: i polifenoli possono proteggere le cellule cerebrali e ridurre il rischio di malattie neurodegenerative.
Benefici per denti e gengive: masticare una mela stimola la produzione di saliva e aiuta a ridurre il rischio di carie. Idratanti e rinfrescanti: contengono circa l’85% di acqua, contribuendo all’idratazione del corpo.
Aiutano la salute intestinale: le mele contengono prebiotici naturali che nutrono i batteri buoni dell’intestino, migliorando la digestione e il metabolismo. La pectina favorisce l’equilibrio del microbiota intestinale.
Effetto disintossicante per fegato e reni: aiutano a eliminare tossine e metalli pesanti grazie al loro elevato contenuto d’acqua e fibre. Stimolano la diuresi e riducono il rischio di calcoli renali. È meglio lavarle bene e mangiarle con la buccia.
Di Aty Lenzo



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