Matrimonio in crisi: il declino globale di un’istituzione millenaria

Quando un’istituzione sociale persiste per molti secoli, ci si aspetterebbe che possa cambiare solo in maniera molto graduale. Tuttavia, il matrimonio—una pratica che risale all’antica Mesopotamia oltre tremila anni fa—sta attraversando un netto declino in gran parte del mondo, e questo in pochi decenni. Si è stimato infatti che l’87% della popolazione globale viva in paesi dove i matrimoni sono in calo.

Negli ultimi cinquant’anni, il tasso di matrimoni negli Stati Uniti è crollato del 60%. Infatti, il 40% dei bambini americani ora nasce fuori dal matrimonio, il doppio rispetto al 1980. Un quadro simile si presenta in Inghilterra e in Galles, dove 1,2 milioni di giovani in più nella fascia d’età tra i 25 e i 35 anni erano ancora celibi nel 2021 rispetto a dieci anni prima. Anche in Australia, il tasso di matrimoni ha recentemente raggiunto il punto più basso nella storia del paese.

Questo fenomeno non è limitato ai paesi anglosassoni. In Cina, il governo non ha ancora rilasciato i dati completi per il 2023, ma questi seguiranno comunque un calo annuo che dura da nove anni, a partire dal picco massimo matrimoniale del 2013. Il National Institute of Population and Social Security del Giappone ha rilasciato un sondaggio secondo cui il 17,3% degli uomini e il 14,5% delle donne tra i 18 e i 34 anni non hanno intenzione di sposarsi. Questo è il dato peggiore registrato dal 1982. Inoltre, il numero di matrimoni in Giappone è calato del 5,1% nel 2023.

Per i paesi meno sviluppati, i dati precisi scarseggiano, ma le stime disponibili per l’America Latina, l’Africa e alcuni paesi asiatici suggeriscono che il declino del matrimonio non sia limitato solo alle nazioni ricche e occidentalizzate. Sembra infatti che il calo sia in corso in molte culture del mondo.

Per quanto riguarda le cause di questo fenomeno, si ritiene quasi unanimemente che il calo dei matrimoni dipenda più dalle donne che dagli uomini. Le donne non avrebbero più bisogno di mariti, potendo badare economicamente a loro stesse grazie alla loro crescente partecipazione al mercato del lavoro e all’uso dei moderni contraccettivi, che consente loro di decidere se e quando avere figli.

Altri fattori che potrebbero contribuire alla diminuzione dei matrimoni includono la scarsità di abitazioni e l’alto costo della vita in molte aree urbane, il crescente ricorso alla coabitazione e la scelta di non avere figli. Anche l’aumento dei divorzi ha un ruolo significativo, poiché non solo ‘cancella’ matrimoni esistenti, ma tende anche a mettere in cattiva luce l’istituzione matrimoniale.

In Italia, tuttavia, l’impatto di questi cambiamenti potrebbe essere limitato, poiché, secondo l’Eurostat, il tasso di matrimoni nel Belpaese è già da tempo tra i più bassi d’Europa.

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