Spreco alimentare in Europa

Nel 2020, l’Unione Europea ha registrato uno spreco alimentare medio di 127 chilogrammi per persona, secondo i dati dell’Eurostat. Questo fenomeno è principalmente attribuibile alle famiglie, responsabili del 55% dei rifiuti prodotti. Queste cifre evidenziano la necessità di promuovere una maggiore consapevolezza e azioni concrete per ridurre lo spreco alimentare e promuovere pratiche sostenibili in tutta l’UE.

A livello globale, la FAO stima che circa un terzo degli alimenti prodotti venga sprecato. Nell’Unione Europea, ciò si traduce in 127 chilogrammi di cibo per abitante, secondo i dati dell’Eurostat del 2020. Il 55% di questi rifiuti è attribuibile alle famiglie, pari a 70 chili per persona, mentre il rimanente 45% è generato lungo la catena di approvvigionamento alimentare.

Il costo di questo spreco, come riportato nel documento “No Time to Waste”, si aggira sui 143 miliardi di euro annui. Questo dato diventa ancora più rilevante se consideriamo che nell’Unione Europea 33 milioni di persone non hanno la possibilità di avere un pasto di qualità ogni due giorni.

Lo spreco alimentare non solo ha ripercussioni economiche e sociali, ma anche ambientali. Secondo l’UNEP (Programma Ambientale delle Nazioni Unite), tra l’8% e il 10% di tutte le emissioni di gas serra derivano dal cibo scartato, rendendo lo spreco alimentare una delle principali fonti di inquinamento.

A livello europeo, l’UE si è impegnata sin dal 2016 in varie iniziative per contrastare questo fenomeno. Con l’avvento del Green Deal europeo nel 2019, Bruxelles ha riaffermato il suo impegno a ridurre del 50% gli sprechi alimentari pro capite entro il 2030. Per raggiungere questo obiettivo, si prevede di agevolare le donazioni di cibo e semplificare le etichette, eliminando l’ambiguità tra le diciture “da consumarsi preferibilmente entro” e “da consumarsi entro”.

A livello europeo, lo spreco alimentare coinvolge tutti i Paesi membri, ma con variazioni significative nella sua entità. Nel 2020, il più alto livello di spreco pro capite è stato registrato a Cipro, con 369 chilogrammi di cibo sprecato per abitante, mentre la Slovenia si è contraddistinta per il minor spreco, con soli 68 chilogrammi pro capite. Con l’eccezione di Cipro, Danimarca, Slovenia e Lussemburgo, la maggior parte dello spreco alimentare si verifica nelle case delle famiglie.

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