“La presenza nel mondo e all’estero, e la storia della migrazione italiana, è la storia soprattutto dei piccoli paesi, è la storia della provincia italiana, le caratteristiche attraverso le quali si identifica l’italiano le italiane nel mondo è fatto di caratteristiche che nascono dai piccoli comuni.
Faccio un esempio, il più banale di tutti: tutto quello che il patrimonio enogastronomico, il patrimonio dei piccoli comuni e patrimonio nella provincia italiana è patrimonio dei luoghi della partenza. Ce lo dicono le statistiche, ma poi ce lo dicono anche i prodotti. Lei ha mai visto produrre del vino in una città? No, il vino, il DOC, il Docg è caratteristica di un determinato territorio, così tante altre produzioni. E quindi riscoprire il percorso delle proprie radici significa sostanzialmente dal punto di vista dell’impatto economico e sociale, riscoprire luoghi dimenticati”.
Così Toni Ricciardi, deputato del Partito democratico eletto all’estero, in occasione della presentazione, il 6 marzo alla Camera, della prima edizione del premio ‘Radici nel mondo 2024’, che segna la sinergia tra due dei più importanti festival legati alla letteratura e all’emigrazione italiana, il John Fante Festival di Torricella Peligna, in Abruzzo e il Festival delle Spartenze di Paludi, in Calabria.
Altro tema fondamentale, secondo Ricciardi, è “decongestionare il turismo: generalmente anche gli italiani, gli oriundi di seconda, di terza, di quarta generazione, sapevano che i propri avi erano partiti dall’Italia ma non sapevano collocarli geograficamente”. Adesso invece “oltre a farsi il viaggio classico nelle grandi città italiane, trovano il momento per riscoprire i luoghi delle proprie origini. E riscoprire i luoghi delle proprie origini va ben al di là dal sentirsi italiano: l’essenza e il legame di una persona è data da quel microcosmo comunitario dal quale proviene, non da una costruzione artificiale”.
D’altronde, secondo Ricciardi, “l’identità non è un elemento fisso, l’identità è data dall’insieme, da ‘radici plurime’ che è il sottotitolo del Premio. È l’insieme di esperienze, di vite vissute, di persone che probabilmente in questo caso avranno vissuto, nate e cresciute, avranno vissuto molto più tempo all’estero che in Italia o addirittura non ci hanno mai vissuto in Italia, però che allo stesso tempo attraverso iniziative del genere, attraverso legami con i paesi della partenza, si riscoprono italiani”.
Intervista video realizzata da 9colonne:


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