Italiani nel mondo

Ungaro IV) – Conto correnti per gli AIRE troppo cari? MEF deve monitorare

Come si evince dalla risposta che il Governo ha dato alla mia interrogazione (testo completo a questo link) in VI Commissione Finanze i costi per aprire un conto corrente per i connazionali non residenti non sono uguali a quelli che bisogna sostenere per aprire un conto corrente ordinario. Si sostiene che questo accada per via delle commissioni più alte e dei maggiori controlli fiscali che questa tipologia di conti correnti richiedono. Infatti, anche se si ha la cittadinanza italiana e si è regolarmente iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, per gli italiani non residenti si ha l’obbligo, per effetto del recepimento della normativa comunitaria antiriciclaggio in vigore dal febbraio 2015, di non possedere un conto corrente italiano “ordinario”, trasferendo tutte le somme in esso in uno riservato agli AIRE, a patto che tale conto venga aperto presso una banca regolarmente operante in Italia. E’ importante ricordare che i conti correnti per non residenti sono un prodotto bancario commercializzato dalle banche nell’esercizio della loro attività d’impresa e che le commissioni bancarie sono stabilite in un regime di libero mercato ma il Governo deve monitorare affinché non avvengano abusi. Infatti in ogni caso il collegamento tra l’entità della commissione richiesta per la gestione del conto corrente e la effettuazione di controlli fiscali non può, comunque, essere posto a fondamento della richiesta di commissioni bancarie più alte. Ad oggi modo, secondo la recente risposta del Governo, non esiste alcun obbligo di chiusura del conto corrente in essere prima del trasferimento all’estero dell’intestatario.

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