Italiani nel mondo

Sottosegretario Merlo – Difende lo ius sanguinis

Un appello alla comunità italo-brasiliana perché entri nel dibattito sulla nuova legge per la cittadinanza, arrivato dal Senatore e Sottosegretario al Ministero degli Esteri con delega agli italiani nel mondo Ricardo Merlo, durante la sua recente visita a Vitoria, nello stato di Espirito Santo. “Non dovremmo avere paura di tali questioni, perché sarà sempre meglio che una proposta sia avanzata dagli italiani all’estero che da quelli eletti in Italia, poiché abbiamo visioni differenti”, afferma Merlo.

Nello stesso incontro tenuto nella sede della Federazione del Commercio di Vittoria, a margine della riunione per organizzare i dettagli per la futura apertura di un’agenzia consolare nella capitale dello stato, Merlo ha affermato che, in Italia, la scelta tra “ius soli” e “ius sanguinis” rappresenta uno spartiacque politico.

 

La sinistra vorrebbe lo ius soli mentre la destra difende il diritto di sangue (ius sanguinis). Ma, in Italia, non c’è bisogno di aprire allo ius soli poiché esistono già pratiche che garantiscono ai figli di immigrati nati sul suolo italiano di richiedere la cittadinanza italiana una volta compiuta la maggiore età.

 

Il dibattito comprendeva diversi argomenti, ma gran parte del tempo è stata dedicata al tema della trasmissione della cittadinanza italiana.

 

Nel video, ci si concentra sulle risposte fornite dal Senatore su tali questioni. Segnaliamo in particolare alcuni passaggi in cui Ricardo Merlo spiega che “per quanto riguarda la cittadinanza femminile – con la assurda discriminazione per cui una donna che ha partorito figli prima del 1948, se non ha sposato un italiano, non può trasmettere loro la cittadinanza – ne ho parlato con il premier Conte e anche lui è d’accordo. Stiamo però aspettando l’opportunità, il momento giusto, perché quando si inizia a ragionare di queste cose, bisogna essere sicuri di quali siano gli obiettivi”.

 

“Ho proposto al CGIE [Consiglio Generale Italiani all’Estero], a tutti i Comites di aprire il dibattito: cosa facciamo con la legge sulla cittadinanza? Perché la cosa peggiore per noi è svegliarci un giorno con qualcuno in Italia che fa una proposta che forse per noi potrebbe essere spiacevole. Quindi ragioniamo. Capisco che gli altri possano pensarla in modo diverso, e li rispetto. Ma la mia posizione personale, e quella di questo governo, è che la cittadinanza è trasmessa dal sangue, non dalla terra”.

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