Italiani nel mondo

FCLIS – Tutti in piazza contro le disuguaglianze salariali in Svizzera

Perché noi donne dobbiamo lottare per ottenere il diritto a ricevere lo stesso salario che ricevono gli uomini per lo stesso lavoro? Non dovrebbe essere scontato? Eppure, è un diritto sancito nella Costituzione elvetica già dal 1981. In fondo è triste che 38 anni dopo dobbiamo ancora andare in strada a manifestare per chiedere semplicemente che venga attuato quanto scritto nella Costituzione!

Sono in tanti a non credere che in Svizzera oggigiorno ci siano ancora disuguaglianze salariali tra uomo e donna. Ma se così non fosse, il 14 giugno non saremmo costrette a scendere in piazza. Persino Valentin Landmann, avvocato zurighese di una certa notorietà e rappresentante dell’UDC, si è espresso a favore dello sciopero delle donne, affermando che le loro rivendicazioni riguardano tutti.

Le donne guadagnano ancora il 20% in meno rispetto agli uomini. Nelle posizioni di responsabilità sono sottorappresentate e ricevono in media il 37% di rendita in meno rispetto agli uomini. Il lavoro che le donne svolgono in quanto casalinghe o nella cura di familiari non viene retribuito. Persistono stereotipi di genere, sessismo e violenza contro le donne.
Chiedere la parità di genere sui luoghi di lavoro, il riconoscimento e la valorizzazione del lavoro casalingo e di cura, il riconoscimento dei diritti delle donne in diversi ambiti e tolleranza zero contro il sessismo e la violenza sulle donne non vuol dire fare la rivoluzione, vuol dire semplicemente chiedere una società civile e rispettosa di ambo i sessi, coerentemente a quanto scritto nella Costituzione elvetica.

Partecipare alle manifestazioni di venerdì 14 giugno significa esprimere solidarietà nei confronti di tutte le donne, in tutto il mondo, significa essere unite in una battaglia per cambiare la società, significa trasmettere che il lavoro casalingo, l’educazione dei figli, la cura dei propri familiari sono compiti collettivi. Inoltre, significa rivendicare la libertà delle nostre scelte e rifiutare categoricamente la violenza sulle donne in tutte le sue manifestazioni.

L’appello a partecipare alle varie manifestazioni che si terranno in diverse città della Svizzera è rivolto a tutte le donne e a tutti gli uomini.

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