Italiani nel mondo

CGIE (Schiavone) – Crisi in Venezuela

La crisi venezuelana occupa da tempo lunghi spazi nei telegiornali e nei
quotidiani di tutto il mondo. Insistente e vibrate sono le richieste dei nostri
connazionali lasciati al loro destino, senza che il nostro governo intervenga per
garantire la loro incolumità fisica e esistenziale Di fronte ai palesi scenari di
guerra civile riportati dalle televisioni di tutto il mondo, il Consiglio generale
degli italiani all’estero (CGIE) chiede al governo italiano e nella fattispecie al
proprio presidente, il ministro degli affari esteri e della cooperazione
internazionale Enzo Moavero Milanesi, un intervento diverso dal “non
possumus” manifestato nei giorni scorsi nelle aule parlamentari, che in sostanza
colloca l’Italia in un limbo in netto contrasto con le posizioni assunte dai
maggiori paesi europei. Gli italiani in Venezuela non vanno lasciati soli, come
del resto l’intero paese. E’ urgente un soprassalto di iniziativa ed una proposta
risolutiva per rassicurare i nostri connazionali lì residenti.
Il fenomeno migratorio è nell’ordine discorsivo dell’attualità politica italiana.
Alla stregua dell’attenzione che il governo rivolge all’immigrazione, il CGIE lo
sollecita ad assumere una maggiore attenzione, con interventi di politica attiva,
nei riguardi di tutti i nostri connazionali residenti all’estero partendo proprio da
quelli che vivono in Venezuela. In questa triste vicenda la straordinarietà degli
interventi e i palliativi messi in campo, se non sono accompagnati da una
inequivocabile politica attiva, rischiano di non servire a sanare le ferite causate
da una profonda crisi democratica e umanitaria, nella quale i nostri connazionali,
che rappresentano la parte più debole e indifesa del paese, si sono ritrovati loro
malgrado.
Le richieste di solidarietà e di aiuto da parte dei nostri connazionali in
Venezuela rivolte al Presidente della repubblica Sergio Mattarella e al governo
italiano vanno prese in seria considerazione, sia per lo stato d’emergenza e la
gravità della situazione politica, ma anche come sostegno morale attraverso il
quale sia percepibile la speranza di un ritorno alla pace e allo stato di diritto.
I tempi e le condizioni geopolitiche di oggi richiedono ai paesi più influenti e
alle democrazie più avanzate quale l’Italia, nette e chiare prese di posizione per
mantenere gli equilibri politici finalizzati, ad una credibile governance politica
mondiale.

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