Italiani nel mondo

Il successo della scuola italiana a San Francisco

“La Scuola International School” è la prima scuola italiana al mondo riconosciuta dall’International Baccalaureate.

*****************************************************************

Di Mauro Battocchi per “Panorama

San Francisco, 2002: i genitori  di una decina di bimbi si ritrovano in una sala di periferia per ragionare su come finanziare la loro nuova “piccola scuola italiana”. Sono ingegneri venuti nella Silicon Valley con il boom delle dot.com e italo-americani di seconda o terza generazione.

Vogliono che i figli non perdano l’uso della nostra lingua. Hanno appena creato un nucleo di scuola materna e si chiedono come come farla sopravvivere. San Francisco, 2016: i genitori di circa 200 bambini, per il 70% americani senza legami con l’Italia tranne che la passione per il nostro Paese, si ritrovano a celebrare nel cuore della città un traguardo di prestigio: la piccola scuola è diventata “La Scuola International School” e ha ottenuto l’accreditamento dell’International Baccalaureate (IB).

È la prima scuola italiana all’estero e la prima elementare a San Francisco ad avere il marchio IB. Nel corso degli anni l’asilo ha partorito una scuola elementare che già si prepara a crescere in una scuola media e superiore. Il modello di studio è un tale successo che nomi importanti di Silicon Valley del tutto estranei all’Italia fanno la fila per vedere ammessi i propri figli. Com’è stato possibile?

A questo miracolo italiano hanno concorso diversi fattori. In primo luogo, c’è lo spirito di innovazione e di impresa degli italiani di San Francisco. Sono arrivati qui con tanti sacrifici personali per lavorare nella Silicon Valley, diventando parte diuna rivoluzione digitale che sta cambiando il mondo e le nostre vite. Sono abituati a soffrire in un mercato competitivo e feroce e non hanno accettato la prospettiva di vedere i propri figli crescere senza l’uso dell’italiano.

Si sono dati da fare e hanno immaginato un modello educativo  –  questo è il secondo fattore decisivo – che potesse attrarre anche i non italiani. Il modello in questione è quello di Reggio Emilia.L’approccio delle scuole di Reggio ha fatto proseliti in tutto il mondo. Scommette sulla capacità dei bambini di arrivare alla conoscenza senza calare verità dall’alto. Stimola la loro innata curiosità e fa crescere i bimbi un ambiente gioioso, aperto e pieno di cose belle tutte intorno. I californiani ne vanno pazzi.

Il terzo fattore di successo è stato l’impegno personale e la capacità dei dirigenti della scuola. Come la presidente del Board Claudia Santurio Volpi, newyorkese di origine uruguyana sposata ad un manager italiano. E come Valentina Imbeni, ingegnere dei materiali che ha deciso di dirigere la scuola per amore dei due figli. Valentina, che ha appena ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia, è il simbolo della nuova Italia a San Francisco: una manager fa crescere un progetto strategico per la cultura italiana con fascino, femminilità e un buona dose di ironia emiliana.

Visitare la Scuola è un’esperienza che rende spontaneamente felici. Se n’è reso conto anche il Presidente del Consiglio Renzi in visita nel settembre 2014. Saranno i sorrisi dei bambini, i colori pastello dell’arredo curato dall’architetto Michele Zini, le attività educative negli atelier – come l’atelier digitale aperto di recente – il profumo che esce dalla cucina, dove cuoche italiane fanno da mangiare come in Italia, o forse il fatto di sentire gli insegnanti che parlano italiano a 10.000 chilometri dall’Italia. All’asilo tutte le attività sono in italiano, poi gradualmente la percentuale dell’inglese in classe sale, per consentire ai ragazzi di inserirsi nella realtà americana, pur avendo acquisito un bel bagaglio di conoscenze della lingua di Dante.

La scuola è privata e costa la bellezza di 24.000 dollari per bambino, una cifra che è in linea rispetto ai prezzi dell’istruzione in questa parte del mondo (gli italiani in visita qui comprendono il valore anche monetario dello straordinario patrimonio del nostro Paese che è la scuola pubblica). Ma i genitori della Scuola sono ben consapevoli che non possono far crescere i figli in una sorta di bolla, isolati dal resto del mondo.

Per questo, ogni anno oltre alla retta donano fondi per far studiare bambini di altra estrazione sociale le cui famiglie non possono permettersi la retta intera. La California insegna a guadagnare bene, ma anche a donare con generosità.

Agli italiani in Italia dubbiosi sulla capacità del nostro Paese di reggere alla concorrenza internazionale, il messaggio della Scuola di San Francisco è chiaro: il DNA culturale dell’Italia piace da morire in giro per il mondo, ci sono modelli come Reggio che fanno tendenza anche in realtà competitive come Silicon Valley.

Categorie:Italiani nel mondo

Rispondi