Italiani nel mondo

Utilizzo degli elenchi consolari da parte dei COMITES

La risposta che il Governo ha dato alla mia interrogazione sull’esigenza di mettere i COMITES nelle condizioni di corrispondere ai problemi legati ai nuovi migranti italiani che si recano all’estero per studio e per lavoro e di attrezzare un sistema informativo funzionale rispetto a queste nuove problematiche contiene diversi riferimenti a quanto si è fatto, ma consente anche di valutare il molto che c’è ancora da fare.

Nell’interrogazione, in sostanza, avevo chiesto tre cose: predisporre per i nuovi migranti un sistema informativo attraverso l’uso integrato delle tecnologie in modo da fornire in partenza notizie e punti di riferimento per ognuno dei maggiori paesi di immigrazione; mettere i COMITES, che sono gli organismi a più diretto contatto con i nuovi arrivati, nelle condizioni di poter offrire loro servizi e sostegno; consentire ai COMITES, organismi di rappresentanza pienamente legittimati nell’ordinamento, di accedere agli elenchi consolari per poter realizzare contatti più articolati ed efficaci con le rispettive comunità di riferimento.

Il Ministero degli esteri sul coinvolgimento dei COMITES nel sostegno ai nuovi migranti ricorda alcune esperienze virtuose, come quelle realizzate in alcune realtà della Germania e in Australia. Così come, per l’impegno informativo, segnala i manuali di primo approdo pubblicati online sui siti dell’Ambasciata di Berlino e del Consolato di Londra, nonché le indicazioni fornite in modo virtuale a Melbourne, Perth, Parigi e Buenos Aires.

Cose indiscutibilmente utili, ma ancora parziali rispetto alla forte articolazione dei flussi in uscita, che si dirigono verso una pluralità di Paesi, e all’impegno sistematico da me richiesto che, a partire dal sito del MAECI, dovrebbe allargarsi a rete alla maggior parte delle nostre strutture consolari e dei COMITES che dispongono di un sito web.

Sulla possibilità di accedere da parte dei COMITES agli elenchi consolari per poter raggiungere l’insieme o particolari gruppi di connazionali presenti nell’ambito della circoscrizione consolare la risposta è più circostanziata: “Come a suo tempo segnalato dal Garante della Privacy, agli schedari tenuti dagli uffici consolari può ritenersi applicabile, in via analogica, la disciplina generale sul rilascio degli atti anagrafici, secondo la quale l’ufficiale dell’anagrafe può rilasciare elenchi degli iscritti nell’anagrafe solo alle amministrazioni pubbliche che ne facciano motivata richiesta, per esclusivo uso di pubblica utilità”.

Questa disposizione è interpretata dai funzionari del MAECI nel senso di riconoscere certamente all’attività dei COMITES una funzione di pubblica utilità, ma di non riconoscere a tali organismi la potestà amministrativa, di cui fa cenno il parere riportato. Personalmente ritengo restrittiva tale interpretazione perché i COMITES sono strutture di rappresentanza pubbliche, legittimate da una legge in vigore, che agiscono per scopi di pubblica utilità. Siamo di fronte ad uno dei tanti lacciuoli che irretiscono l’operato di questi organismi, diminuendone la funzionalità e la credibilità presso i nostri connazionali, remore che la prossima riforma della rappresentanza dovrebbe definitivamente superare. Per quanto mi riguarda, naturalmente mi impegnerò in tal senso.

Sul piano operativo, tuttavia, i rappresentanti dei COMITES, pur senza avere a disposizione gli elenchi dei nomi coperti da privacy, possono chiedere agli uffici consolari di farsi tramite con le persone, di vecchio e nuovo insediamento, alle quali gli stessi COMITES vogliono indirizzare comunicazioni e convocazioni per incontri e iniziative. Si tratta, insomma, di recuperare in forma indiretta quello che sarebbe più proprio e agevole fare direttamente.

Sono certa che i rappresentanti dei COMITES sapranno con il loro spirito di volontariato superare queste difficoltà e utilizzare, in collaborazione con gli uffici consolari, le possibilità che l’attuale normativa offre, ma sono altrettanto convinta che insieme dobbiamo lavorare per consentire a questi importanti organismi di avere in prospettiva il pieno accesso alle informazioni necessarie all’espletamento delle loro funzioni.

On. Francesca La Marca / Ripartizione America settentrionale e centrale  

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