Italiani nel mondo

Risparmiatori italiani rimborsati dall’Argentina

L’Argentina definirà tutte le richieste fondate sul diritto internazionale relative alle obbligazioni in default detenute dai rappresentati dalla Tfa per un pagamento in contanti pari al 150% dell’importo originario.

*************************************************************

Da “Il Sole 24 Ore

L’Argentina ha accordato ai detentori di tango bond un risarcimento record: i risparmiatori italiani, 14 anni dopo il default del 2001, si preparano ad incassare.
Si chiude il contenzioso tra l’Argentina e gli oltre 50mila che avevano investito 900 milioni di dollari nei Tango Bond e che non avevano accettato le due successive ristrutturazioni del 2005 e del 2010. Con una intesa bilaterale preliminare fra l’Esecutivo e la Tfa (la task force Argentina), quella delle banche, il governo di Buenos Aires ha accettato di pagare in contanti il valore nominale dell’obbligazione e il 50% degli interessi dal default ad oggi. Insomma, chi ha investito 100 incassa il 150 per cento. L’operazione ha un controvalore di 1,35 miliardi. L’accordo è soggetto all’approvazione da parte del Parlamento argentino.

Il governo di Macri ha chiuso l’offerta a pochi giorni dalla visita di Matteo Renzi. La Tfa si è spinta a prevedere i tempi del rimborso. «Entro maggio/giugno i risparmiatori italiani dovrebbero incassare la somma». «Siamo molto lieti di aver raggiunto un accordo preliminare che rappresenta il primo passo nella normalizzazione dei rapporti tra l’Argentina ed i mercati finanziari internazionali», sottolinea Luis Caputo, ministro delle Finanze argentino.

L’Argentina sorprende sempre,come un attaccante della Selecciòn albiceleste, capace di sbagliare un rigore ma anche di incantare con una sforbiciata sublime. Stavolta ha stupito tutti e ha accordato ai detentori di tango bond un risarcimento record.I risparmiatori italiani, 14 anni dopo il default del 2001, incassano. Si chiude il contenzioso tra l’Argentina e gli oltre 50mila che avevano investito 900 milioni di dollari nei Tango Bond e che non avevano accettato le due successive ristrutturazioni del 2005 e del 2010. Con una intesa bilaterale preliminare fra l’Esecutivo e la Tfa (la task force Argentina), quella delle banche, il governo di Buenos Aires ha accettato di pagare in contanti il valore nominale dell’obbligazione e il 50% degli interessi dal default a oggi. Insomma, chi ha investito 100 incassa il 150 per cento. L’operazione ha un controvalore di 1,35 miliardi. L’accordo è soggetto all’approvazione da parte del Parlamento argentino.

Un accordo sofferto
Il governo di Macri ha chiuso l’offerta a pochi giorni dalla visita del presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi. La Tfa si è spinta a prevedere i tempi del rimborso. «Entro maggio/giugno i risparmiatori italiani dovrebbero incassare la somma». Il ministero del Tesoro e della Finanza Pubblica della Repubblica Argentina e la Task Force Argentina (Tfa) hanno raggiunto un’intesa per risolvere la controversia basata sul Trattato bilaterale Italia – Argentina nell’arbitrato presso il Tribunale Icsid della Banca Mondiale in cui si è richiesto il risarcimento dei danni per violazione dei diritti rivenienti dal diritto internazionale di circa 50mila obbligazionisti retail italiani detentori di circa 900 milioni di euro di bond argentini in default rappresentati dalla Task Force Argentina.

L’accordo, si legge nella nota, fa seguito ai negoziati tra l’Argentina e la Tfa finalizzati alla conclusione dell’annosa questione e segna un significativo passo in avanti nella risoluzione dei problemi del debito sovrano dell’Argentina. L’accordo, sottolinea Tfa, «rappresenta anche l’occasione di un congruo risarcimento per i bondholders rappresentati dalla TFA che hanno investito in obbligazioni dell’Argentina prima del default del dicembre 2001». Secondo i termini dell’accordo preliminare, rileva ancora Tfa, l’Argentina definirà tutte le richieste fondate sul diritto internazionale relative alle obbligazioni in default detenute dagli individui rappresentati dalla Tfa per un pagamento in contanti pari al 150% dell’importo originario in conto capitale di tali obbligazioni.

Gli obbligazionisti italiani rappresentati dalla Task Force Argentina hanno avviato nel 2006 un arbitrato contro l’Argentina sotto l’egida dell’International Centre for Settlement of Investment Disputes (ICSID) della Banca Mondiale. Secondo i termini dell’accordo preliminare, una volta soddisfatte talune condizioni rilevanti per le parti, tra cui le approvazioni da parte del Parlamento argentino e della Tfa, al momento della conclusione della transazione sarà presentata la rinuncia definitiva alle richieste degli obbligazionisti rappresentati dalla Tfa, che ammontano a circa 2,5 miliardi di dollari.

«Siamo molto lieti di aver raggiunto un accordo preliminare che rappresenta il primo passo nella normalizzazione dei rapporti tra l’Argentina ed i mercati finanziari internazionali», sottolinea Luis Caputo, ministro delle Finanze argentino. «Dopo 14 lunghi anni – sottolinea Nicola Stock, il presidente della Task Force Argentina che ha firmato l’accordo preliminare questo fine settimane a New York – siamo lieti di vedere questa vicenda concludersi in maniera tale da portare ad una risoluzione equa delle richieste degli obbligazionisti italiani. Apprezziamo la volontà dell’amministrazione del Presidente Macri in Argentina di muoversi rapidamente e con maturità per affrontare questo problema di lungo corso». Giorgio De Lorenzi, della Società Italia-Argentina, guarda all’accordo «come a una svolta chiara, una musica cambiata»

Il passaggio in Parlamento
Gli unici timori riguardano il voto in Parlamento e al Congresso, dove la maggioranza è peronista. Tuttavia, secondo molti osservatori argentini, l’attenzione dei peronisti sarà puntata su altri fronti, temi economici chiave ma anche politici. Tra questi il tema dell’adeguamento salariale: finché non cala l’inflazione (ora vicina al 30%) restano aperte questioni calde come le indicizzazioni salariali. Inoltre il presidente Macri sta tessendo alleanze con altre forze politiche che non vorranno certo restare fuori da questioni rilevanti. Per la Casa Rosada l’accordo con gli italiani non è un cedimento, bensì la volontà di chiudere con una controparte internazionale amica. Se potrà, mostrerà invece i muscoli con i fondi avvoltoio.

Categorie:Italiani nel mondo

Rispondi