Il piatto povero che può aiutare a combattere il diabete

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Uno studio internazionale dimostra che una dieta semplice e naturale può ridurre i sintomi del diabete di tipo 2 e portare alla remissione della malattia in molti pazienti.


In Nepal la tradizione culinaria diventa una terapia naturale contro il diabete di tipo 2.

Un piatto della tradizione nepalese, economico e nutriente, potrebbe offrire una risposta concreta a una delle malattie più diffuse del nostro tempo: il diabete di tipo 2.
Secondo recenti studi condotti in Nepal, tornare a un’alimentazione tradizionale, semplice e prevalentemente vegetale può addirittura portare alla remissione della malattia in una parte significativa dei pazienti.

Quando la tradizione diventa medicina

In Nepal il diabete di tipo 2 sta aumentando rapidamente. Oggi circa una persona su cinque convive con questa patologia. Il problema è aggravato dal fatto che molti farmaci risultano difficili da ottenere per ragioni economiche e sociali.

Per questo motivo un gruppo di ricercatori dell’Università di Glasgow, in collaborazione con i medici dell’ospedale di Dhulikhel in Nepal, ha sperimentato un approccio sorprendentemente semplice: ritornare alla dieta tradizionale del Paese.

Il fulcro del programma alimentare è il dal bhat, il piatto base della cucina nepalese, composto principalmente da riso e lenticchie, accompagnati spesso da verdure.

Una dieta semplice ma efficace

I partecipanti agli studi hanno seguito per otto settimane una dieta con una riduzione giornaliera di circa 850 calorie rispetto alle abitudini precedenti. I pasti erano basati su alimenti naturali e poco lavorati: yogurt e frutta a colazione, riso, lenticchie e verdure per i pasti principali.

Un elemento importante è stata la rinuncia ai cibi industriali, ricchi di zuccheri e grassi.

Dopo questa fase iniziale, i partecipanti hanno continuato con una versione leggermente più calorica della stessa dieta per mantenere il peso raggiunto.

Il risultato è stato sorprendente: in media le persone coinvolte hanno perso tra i 4 e i 5 chilogrammi e, in circa la metà dei casi, il diabete di tipo 2 è entrato in remissione per diversi mesi.

I risultati degli studi

Lo studio è stato condotto in due fasi:

  • Uno studio pilota su 70 pazienti ospedalizzati, in cui il 43% ha raggiunto la remissione del diabete per almeno quattro mesi

  • Un secondo studio su 120 persone seguite fuori dall’ospedale, che sta mostrando risultati simili

I pazienti sono stati monitorati con controlli regolari e supportati da gruppi di sostegno nelle comunità locali.

Il ruolo del riso integrale

Gli studiosi hanno incoraggiato l’uso di riso integrale al posto del riso bianco raffinato. Il riso integrale contiene più nutrienti e livelli più elevati di vitamina B1, essenziale per il metabolismo dei carboidrati.

Questa scelta ha contribuito a migliorare la qualità nutrizionale complessiva della dieta.

Una lezione per il mondo moderno

Il diabete di tipo 2 è in forte crescita soprattutto nei Paesi a medio e basso reddito. Le cause sono ormai note: urbanizzazione, sedentarietà, aumento dell’obesità e diffusione di cibi ultra-processati.

Questi studi dimostrano però un aspetto importante: non sempre servono soluzioni costose o tecnologie avanzate. Talvolta la risposta può trovarsi proprio nelle abitudini alimentari tradizionali.

Una dieta semplice, naturale e basata su alimenti vegetali, associata a una moderata perdita di peso, può diventare uno strumento potente sia per curare sia per prevenire il diabete.

Non a caso i ricercatori stanno ora studiando se lo stesso approccio possa essere utilizzato anche per prevenire l’insorgenza della malattia.

Il valore delle cucine tradizionali

La ricerca nepalese ricorda una verità spesso dimenticata: le cucine tradizionali del mondo sono nate in epoche in cui il cibo doveva essere nutriente, economico e sostenibile.

Recuperare queste tradizioni non significa solo preservare la cultura gastronomica, ma anche proteggere la salute.

Forse la lezione più interessante di questa ricerca è che, in un mondo dominato dal cibo industriale, tornare alla semplicità delle cucine tradizionali può diventare una vera medicina preventiva.

Aty Lenzo

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