La Svizzera è un Paese che, da sempre, attrae persone da tutto il mondo. Oggi, quasi la metà della popolazione residente permanente – il 41% – ha un passato migratorio, secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica (UST) del 2024. Questo significa che oltre 3 milioni di persone vivono in Svizzera con origini straniere, un fenomeno in costante crescita negli ultimi decenni.
Chi sono le persone con passato migratorio?
L’UST definisce “popolazione con passato migratorio” coloro che:
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Sono nate all’estero e hanno acquisito la cittadinanza svizzera (prima generazione);
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Sono nate in Svizzera da genitori entrambi nati all’estero (seconda generazione);
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Sono nate in Svizzera da almeno un genitore nato all’estero (terza generazione).
Oggi circa l’80% di queste persone è nato all’estero, mentre il restante 20% è nato in Svizzera da genitori immigrati. La Svizzera, dunque, è un mosaico di storie, culture e lingue diverse che convivono fianco a fianco.
Origini e motivi dell’immigrazione
Le nazionalità più rappresentate tra chi ha un passato migratorio sono italiana, tedesca e portoghese, ma non mancano comunità provenienti da Balcani, Francia, Francia settentrionale e Asia. Tra chi si è trasferito in Svizzera, i motivi principali sono:
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Motivi familiari: 40%
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Motivi professionali: 38%
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Richiesta di asilo: 7%
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Studio: 5%
Interessante notare che oltre due terzi di chi è arrivato per lavoro aveva già trovato un impiego prima di trasferirsi, segno della centralità della Svizzera come hub economico europeo.
Un Paese di seconda e terza generazione
Molti figli e nipoti di immigrati hanno ormai radici profonde in Svizzera. Questo fenomeno solleva interrogativi e sfide legate all’integrazione, alla lingua, all’istruzione e al lavoro, ma rappresenta anche una grande opportunità per il Paese: una società multiculturale, dinamica e aperta al mondo.
Confronto con altri Paesi europei
Con il 41% della popolazione con passato migratorio, la Svizzera si colloca tra i Paesi europei con la più alta percentuale di residenti stranieri o di origine straniera. Nel 2012 la percentuale era del 35% e nel 2023 era già salita al 39%, dimostrando come l’immigrazione sia un fenomeno stabile e strutturale, non episodico.
Verso una società inclusiva
La presenza di una comunità italiana significativa in Svizzera, specialmente in Ticino, conferma quanto sia importante valorizzare la cultura e la lingua italiana. L’integrazione passa non solo attraverso il lavoro e la scuola, ma anche attraverso la vita sociale e culturale, i media, le associazioni e i luoghi di incontro.
In un Paese che continua a crescere e ad attrarre persone da ogni parte del mondo, il futuro della Svizzera sarà sempre più legato alla capacità di costruire ponti tra culture diverse, trasformando la diversità in una risorsa condivisa.


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