Un nuovo studio dell’Imperial College London e della London School of Hygiene & Tropical Medicine rivela dati allarmanti sulle conseguenze del cambiamento climatico in Europa. Secondo la ricerca, durante l’estate del 2025 le ondate di calore hanno causato circa 24.400 morti in 854 città del continente, di cui 16.500 attribuibili direttamente all’aumento delle temperature dovuto all’attività umana.
L’impatto del caldo sulle persone più vulnerabili
Le alte temperature hanno colpito in particolare la popolazione anziana: l’85% delle vittime aveva più di 65 anni, con un rischio di morte significativamente maggiore rispetto alle fasce più giovani. Gli esperti avvertono inoltre che i dati ufficiali tendono a sottostimare le morti legate al calore, poiché molti decessi non vengono registrati come tali nei certificati di morte.
Temperature record e città più colpite
Lo studio evidenzia come il cambiamento climatico abbia innalzato le temperature urbane medie di circa 2,2°C, con punte fino a 3,6°C in alcune aree. Paesi come Romania, Bulgaria, Grecia e Cipro hanno registrato temperature fino a 6°C sopra la media tra il 21 e il 27 luglio 2025. Le città con il maggior numero di decessi pro capite sono state Roma, Atene e Bucarest.
Un avvertimento per il futuro
Gli scienziati sottolineano l’urgenza di interventi significativi per ridurre le emissioni di gas serra e migliorare le infrastrutture urbane, al fine di proteggere le popolazioni più vulnerabili. Le ondate di calore, spesso sottovalutate, rappresentano oggi la forma più letale di eventi climatici estremi in Europa.
Questo studio conferma che il cambiamento climatico non è solo una questione ambientale, ma anche una crisi sanitaria globale. La necessità di politiche di adattamento e prevenzione è ormai imprescindibile per salvare vite e ridurre l’impatto delle estati sempre più torride.
La redazione


Piu notizie
Quando la pubblicità decide il tuo voto
Crans Montana: 30 chili di capelli per ridare dignità alle vittime dell’incendio
Canone a 200 franchi? Il risparmio che rischia di costarci di più