Perché tuo figlio fa fatica a imparare?

Quando un ragazzo non riesce a imparare, spesso ci si chiede: perché succede? Le cause possono essere tante, ma una delle principali è che non si sente motivato o valorizzato. Come dice il filosofo Umberto Galimberti, molti giovani smettono di imparare perché nessuno li fa sentire apprezzati. A volte, la scuola sembra dimenticarsi di loro.

Se tuo figlio ha difficoltà nello studio, può essere utile capire cosa lo blocca. Imparare non è solo questione di tempo o esperienza: serve che queste esperienze siano buone e significative. Ogni ragazzo è diverso, e per questo ha bisogno di modi diversi per avvicinarsi all’apprendimento. E soprattutto, per imparare bene servono entusiasmo, interesse e affetto. Se mancano questi ingredienti, forse è il caso di rivedere l’ambiente in cui il ragazzo cresce e studia.

Cosa si può fare, in pratica? Molto, a partire da un’educazione più attenta e umana. Una volta gli adulti dicevano: “mi stai a cuore”. Questa semplice frase racchiude attenzione, cura, rispetto. E questo dovrebbe succedere sia in famiglia sia a scuola. La scuola, infatti, non dovrebbe solo trasmettere nozioni, ma anche aiutare a crescere come persone. Oggi, purtroppo, spesso ci si concentra solo sui libri e sui voti, trascurando le emozioni e i bisogni dei ragazzi.

Imparare significa anche affrontare gli errori senza paura. Sbagliare non è un problema: è un modo per capire meglio. Se però un bambino studia con l’ansia del voto o la paura di deludere, rischia di bloccarsi e di non ricordare più nulla. Per questo è importante creare esperienze di apprendimento positive, piene di curiosità e divertimento.

Quando un ragazzo si sente amato e valorizzato, è più facile che trovi voglia e interesse per quello che studia. È così che nascono le passioni e le competenze vere. Pensiamo ai grandi insegnanti del passato, come Socrate: non davano solo risposte, ma facevano domande, stimolavano la mente e il cuore. Anche oggi dovremmo fare lo stesso.

E un’ultima cosa importante: se tuo figlio non studia, non dare per scontato che sia “pigro” o che “non si impegna”. Forse ha bisogno di più stimoli, di essere ascoltato, di trovare un senso in quello che fa. L’intelligenza non basta da sola: serve anche il giusto ambiente per farla fiorire.

Carolina Gualea

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