Sulla stessa lunghezza d’onda? Il cervello dice di sì

A volte i modi di dire nascondono una verità sorprendente. Per esempio, quando diciamo “siamo sulla stessa lunghezza d’onda” per dire che ci capiamo al volo, potremmo essere più precisi di quanto pensiamo. Recenti studi hanno infatti dimostrato che, quando due persone comunicano o interagiscono, le loro onde cerebrali iniziano davvero a sincronizzarsi. Più si parlano o collaborano, più questa sintonia aumenta.

Questo campo di ricerca è ancora giovane e si chiama interbrain synchrony – in italiano potremmo tradurlo, anche se in modo un po’ vago, con “intelligenza collettiva”. I ricercatori sperano che in futuro possa aiutarci a capire meglio certi aspetti della nostra vita quotidiana, come il motivo per cui alcune persone si piacciono subito e altre, invece, sembrano incompatibili senza un motivo evidente.

La cosa interessante è che questa “connessione mentale” non riguarda solo le coppie, ma anche i gruppi. Succede, ad esempio, tra gli spettatori di uno spettacolo teatrale o tra gli studenti che seguono insieme una lezione. E, proprio come ci si può sincronizzare, è possibile anche che le menti “non si parlino”, proprio come succede tra persone che sembrano fatte per non capirsi.

Anche se siamo solo all’inizio di queste scoperte, forse un giorno riusciremo a spiegare certi fenomeni quotidiani, come quella sensazione che proviamo entrando in ufficio e percependo subito se l’atmosfera è positiva o pesante. In fondo, il cervello potrebbe avere più “antenne” di quanto pensiamo.

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