Cibo, calorie e centimetri

Fat woman eating high calorie food in fastfood restaurant. Overweight female person at the table with junk dinner, obesity problem

Quando pensiamo ai problemi globali, spesso ci vengono in mente il riscaldamento climatico, le guerre, le pandemie… ma c’è un’altra emergenza che si allarga sempre di più. Letteralmente. Parliamo dell’obesità, un fenomeno che negli ultimi decenni ha raggiunto livelli da record, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha deciso di mettere nero su bianco quali sono i Paesi più… rotondetti del pianeta.

Al primo posto, con tanto di medaglia d’oro (che probabilmente potrebbe essere di cioccolato), troviamo le isole del Pacifico. Qui, l’obesità non è solo diffusa, è praticamente un tratto culturale. Nazioni come Nauru, Tonga e Samoa hanno percentuali impressionanti: più della metà della popolazione è in sovrappeso. E no, non è colpa delle abbuffate di sushi. Il problema è che queste isole, un tempo abitate da popoli in forma olimpica, si sono trovate sommerse da cibo importato, ricco di zuccheri e grassi, e hanno perso le loro abitudini tradizionali. Risultato? Pance più grandi e problemi di salute a non finire.

Ma non dobbiamo andare troppo lontano per trovare altre nazioni dove il girovita medio è in costante espansione. Gli Stati Uniti sono sempre in prima linea quando si parla di eccessi, e l’obesità non fa eccezione. Con circa il 42% della popolazione adulta obesa, gli USA dimostrano che il sogno americano include anche pasti XXL, bibite zuccherate da mezzo litro e snack disponibili ovunque, a qualsiasi ora. Il Messico non è da meno: qui, la dipendenza da bevande gassate è così grave che il governo ha persino introdotto una tassa sulle bibite zuccherate. Peccato che non sia bastata, perché la popolazione continua a berne litri e litri, forse per accompagnare i deliziosi tacos e burritos.

L’Egitto, invece, ha conquistato il suo posto in classifica grazie a una dieta ricca di carboidrati raffinati e alla scarsa propensione all’attività fisica. In poche parole, pane, riso e dolci abbondano, mentre le palestre restano semi-deserte. Stesso discorso per la Turchia, dove la cucina tradizionale è straordinaria, ma anche piena di piatti fritti e ricchi di calorie. In Arabia Saudita e Kuwait, il caldo torrido scoraggia qualsiasi tentativo di attività fisica all’aperto, e i fast food occidentali hanno trovato terreno fertile. Risultato? Anche qui, la popolazione sta lievitando.

E in Europa? Beh, il Regno Unito fa la sua parte, grazie a una passione smisurata per il “takeaway” e i cibi pronti. Fish and chips, patatine, hamburger… quando il cibo spazzatura costa meno di un’insalata, il risultato è prevedibile.

L’obesità è un problema serio, ma non è impossibile da affrontare. Alcuni governi stanno provando a mettere dei freni, con tasse sulle bibite zuccherate, campagne di sensibilizzazione e incentivi per muoversi di più. Certo, convincere qualcuno a preferire una corsetta al divano e un’insalata a una pizza non è facile, ma tentar non nuoce. Nel frattempo, possiamo solo sperare che il prossimo studio dell’OMS ci regali qualche buona notizia… magari con qualche chilo in meno!

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