Un comitato interpartitico raccomanda la bocciatura dell’iniziativa popolare dei Giovani PLR, che propone di innalzare l’età di pensionamento AVS a 66 anni. L’iniziativa è in votazione il prossimo 3 marzo.
Il comitato, composto da rappresentanti di tutti i partiti politici, sostiene che l’iniziativa è ingiusta e dannosa per i lavoratori. L’innalzamento dell’età pensionabile a 66 anni significherebbe che i lavoratori dovranno lavorare un anno in più per ricevere la loro pensione. Ciò avrebbe un impatto negativo sul loro reddito, sulla loro salute e sulla loro qualità di vita.
Inoltre, l’iniziativa è dannosa per la sostenibilità dell’AVS. L’AVS è un sistema di previdenza sociale che assicura ai cittadini una pensione dopo il pensionamento. L’innalzamento dell’età pensionabile è un modo per aumentare le entrate dell’AVS, ma non è una soluzione sostenibile a lungo termine.
L’iniziativa dei Giovani PLR è sostenuta da coloro che ritengono che l’AVS non sia sostenibile e che sia necessario innalzare l’età pensionabile per garantire il futuro del sistema. I promotori dell’iniziativa stimano che l’età pensionabile salirà a 67 anni nel 2043 e a 68 nel 2056.
Tutti i principali partiti politici svizzeri, ad eccezione del PLR, si oppongono all’iniziativa popolare dei Giovani PLR, che propone di innalzare l’età di pensionamento AVS a 66 anni.
L’UDC, il Centro, il PS, i Verdi e i Verdi liberali considerano l’iniziativa “antisociale” e “inadatta a riformare la previdenza per la vecchiaia”. Secondo questi partiti, l’iniziativa ignora la realtà che i cittadini anziani devono affrontare sul mercato del lavoro e minimizza le ripercussioni sul sistema di sicurezza sociale e sulla salute della popolazione.
Inoltre, i partiti oppositori sottolineano che la riforma dell’AVS approvata dagli elettori nel 2022 prevedeva l’innalzamento dell’età pensionabile delle donne da 64 a 65 anni, con la promessa che non ci sarebbe stato un ulteriore aggiustamento verso l’alto dell’età di riferimento.


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